«Non si può discutere di teatro con l’affanno delle carte bollate»

Varese – L'assessore alla cultura Musaio Somma garantisce la continuità della struttura. I commenti dei politici varesini

«Il teatro continuerà a funzionare». Parola di Francesco Musaio, il nuovo assessore alla cultura del Comune di Varese «Sono rimasto colpito da come si è sviluppata la vicenda. È precipitata quando avevo quasi brindato a una soluzione che sembrava sistemare, anche se temporaneamente il tutto. Certamente era un intervento tampone. Prevedevamo di concedere, tramite il Gruppo 2A con cui abbiamo la convenzione, circa 20/25 serate a Primafila. A questo avremmo aggiunto un contributo economico a fronte di alcuni servizi. Per noi il teatro è importantissimo, ma non si può discutere e riflettere con l’affanno delle carte bollate».
L’assessore ha incontrato giovedì Guglielmi del Gruppo 2 A. «Era presente anche il collega Soletta del bilancio che ha dimostrato una grande attenzione alla questione. Abbiamo discusso di tante ipotesi e mi ha fatto piacere leggere sul vostro giornale la disponibilità della Delpi di continuare ad occuparsi della gestione degli spettacoli. Questa, con altre, potrebbe essere una soluzione. Ci ritroveremo tra una decina di giorni e riprenderemo questo dialogo. Nel frattempo continuiamo a lavorare per trovare soluzioni stabili e non semplici tamponi».
Il futuro del teatro di Varese crea, come è logico, apprensione tra le forze politiche. Il leit motiv è tuttavia uno solo: la città ha bisogno di quella struttura. Ne è convinta la maggioranza. «Questa esperienza deve continuare – dice Marco Cerini capogruppo della Lega Nord – riprendiamo in mano la convenzione, vediamo i dati e cerchiamo una mediazione tra quello che può concedere il comune e le esigenze dei gestori. Il comune dia una disponibilità ‘saggia’».
Maria Franca Pajetta, capogruppo di Forza Italia, si muove sulla stessa lunghezza d’onda: «Il teatro deve andare avanti e vale la pena che il comune cerchi tutte le risorse possibili per continuare». Per la gestione Pajetta vede un’altra possibile strada: «Il comune si occupi di fare da regista dell’operazione e si valuti la possibilità di cercare altre forze imprenditoriali disposte a investire sulla cultura».
«Varese ha bisogno di un teatro – sintetizza Luigi Federiconi di Alleanza Nazionale – comunque aspettiamo di sapere nel dettaglio come stanno le cose e poi valuteremo».
Dall’altra parte della barricata la preoccupazione palpabile: «Amministrare la città non è come giocare a Monopoli – ironizza Alessandro Alfieri portavoce dell’Ulivo – il sindaco salvaguardi le esperienze e le professionalità coinvolte nella gestione del teatro».
I Democratici di sinistra incalzano Palazzo Estense: «Che cosa intende fare ora l’amministrazione? – chiede Emiliano Cacioppo – non è chiaro che politica abbia il comune sulla cultura, anche alla luce delle polemiche sul premio Chiara».

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Pubblicato il 27 Giugno 2003
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