«Sicurezza sul lavoro, una condizione che va peggiorando»

In un comunicato unitario, sulle due morti bianche di lunedì, i sindacati chiedono la riapertura di un confronto con l'associazione costruttori

riceviamo e pubblichiamo

Ieri due morti sul lavoro nel settore edile, Rosario Liotta e Salvatore Oliverio sono le altre due vite spezzate che si aggiungono agli infortuni mortali sul lavoro che si stanno verificando, anche nella nostra provincia in questi primi mesi dell’anno. Si ripresenta con drammatica e triste puntualità l’irrisolto problema della sicurezza e della tutela dei lavoratori impegnati nel settore edile.

Il 2003 non si sta caratterizzando per un’inversione di tendenza, per un netto miglioramento della tutela della salute dei lavoratori.

Gli infortuni mortali accaduti, compresi quest’ultimi, e gli altri innumerevoli episodi che solo per caso non sfociano nel dramma raccontano purtroppo di una condizione di insicurezza ancora diffusa, di una mancanza delle necessarie misure di prevenzione, di situazioni in cui la ricerca ossessiva di una maggiore produttività, utilizzando il subappalto sfrenato, mettono a repentaglio la vita dei lavoratori. Non è un caso che sono soprattutto le piccole imprese quelle più esposte al rischio incidenti.

Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil dovremo come organizzazioni sindacali di categoria imprimere nuovo e più forte impulso alla propria iniziativa per invertire questa triste tendenza.

Proprio in questi giorni i sindacati degli edili della Lombardia, regione che conta il maggior numero di infortuni mortali, al fine di denunciare il gravissimo fenomeno degli infortuni nel settore delle costruzioni e di sensibilizzare le Istituzioni ( Regione Lombardia e Ispettorato del lavoro) e l’opinione pubblica, hanno organizzato per il giorno 2 luglio 2003 una manifestazione unitaria.

Una nuova Campagna sulla sicurezza nei cantieri della provincia, una campagna che dovrà avere come elemento cardine la contrattazione sulla sicurezza, rilanciando il ruolo del Comitato Paritetico per la prevenzione e la sicurezza nei cantieri edili a sostegno della contrattazione e in rapporto con le strutture pubbliche sulla formazione e informazione ai lavoratori ed ai responsabili della sicurezza delle imprese. La prevenzione non deve più essere una questione contingente, ma deve diventare una questione di programmazione, di pianificazione, coinvolgendo tutti gli attori del processo produttivo, azienda e sindacato prima di tutto, ma anche tutti gli enti che a vario titolo hanno competenze connesse alla sicurezza del lavoro.

A livello locale Feneal –Filca e Fillea chiedono la riapertura di un confronto:

  • Con gli Enti preposti alla repressione e alla vigilanza, perché siano moltiplicati gli sforzi in termini di risorse, di puntualità degli impegni e di impegno profuso;
  • Con l’Associazione Costruttori, le associazioni artigiane e con le controparti pubbliche, perché svolgano un ruolo più incisivo, nell’attività di sensibilizzazione e di formazione, nella contestazione e rimozione dei comportamenti omissivi, nella richiesta alle imprese di un effettivo riconoscimento del fondamentale contributo che i lavoratori e i loro rappresentanti possono dare alla eliminazione dei rischi. L’obiettivo deve essere quello di promuovere comportamenti efficaci, fondati sulla prevenzione, che isolando e reprimendo coloro che violano le leggi in materia di sicurezza facciano crescere, nella realtà varesina, una nuova cultura del lavoro nella quale centrale sia la tutela dell’integrità fisica della salute e della dignità dei lavoratori.

Non bisogna abbassare la guardia. Il tema della sicurezza nei cantieri edili chiede un impegno concreto, giornaliero.

E’ di prioritaria importanza quindi battersi affinché ci sia uno sforzo su più fronti: rispetto e controllo delle norme di sicurezza, prevenzione e formazione

FeNEAL-UIL Varese 
FILCA-CISL Varese Ticino O. 
FILLEA-CGIL Varese
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Pubblicato il 24 Giugno 2003
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