Accam, l’opposizione affila le armi

L'Ulivo chiede un consiglio comunale straordinario. Fuori dal coro delle minoranze c'è Rifondazione comunista

I gruppi consiliari dell’Ulivo di Busto Arsizio non presenteranno al sindaco e al Consorzio Accam nessuna candidatura per reintegrare il consiglio di amministrazione del consorzio con i quattro consiglieri che mancano. Del consiglio di amministrazione loro vogliono l’azzeramento completo. E questa è anche la questione più importante con cui è stata motivata la richiesta di un consiglio comunale straordinario sull’Accam. Richiesta che sarà nell’ordine del giorno della prossima seduta consiliare, il 28 luglio. 
«Riteniamo che solo un nuovo consiglio di amministrazione possa serenamente avviare il processo di trasformazione in S.p.A.» dice infatti per l’Ulivo Valerio Mariani, capogruppo della Margherita.
Il sindaco Luigi Rosa nei giorni scorsi aveva chiesto alle minoranze di presentare dei nomi per reintegrare il cda.  «Non comprendiamo il senso e il significato di questa procedura completamente anomala rispetto alle nomine nei cda di Agesp, Aler, Prealpi Servizi, ASDA, Cooperativa Davide effettuate senza consultare i gruppi politici di minoranza – aggiunge – pertanto, i gruppi consiliari dell’Ulivo ritengono di non indicare alcun nominativo».
A prendere le distanze dall’Ulivo c’è Rifondazione Comunista, che  se la prende con i colleghi dell’opposizione. Statuto, proprietà dell’Accam, bilancio e privatizzazione del consorzio, sono questi i punti su qui Antonio Corrado, capogruppo del Prc torna a fare delle precisazioni. 
Prima puntualizzazione riguarda lo statuto, nella formulazione del quale l’Ulivo, stando a quanto dice il prc, ha snobbato le proposte di modifiche, portando avanti una proposta targata solo Ulivo. Anche sulla proprietà l’opposizione non la pensa allo stesso modo. «Una volta saputo che l’inceneritore è del comune di Busto, sarebbe da pazzi "donarlo" a qualsivoglia ente o istituzione». Per Corrado è colpa della negligenze dei sindaci del consorzio se quest’ultimo ha perso la proprietà dell’immobile. «Inutile piangere, bisogna solo collaborare per ovviare al problema, ma il sindaco di Busto, dal canto suo, non deve e non può impuntarsi e mettere nell’angolo gli altri comuni, anche se in grave difetto». Ma sull’approvazione del bilancio Corrado punta il dito contro il sindaco. «Aveva assicurato che avrebbe votato un bilancio senza la proprietà dell’immobile invece ha fatto il contrario – dice – se vuole riunire i capigruppo per raccontare fandonie, il sindaco di Busto farebbe meglio ad evitare di convocarci». E infine il Prc torna a ribadire la sua contrarietà alla privatizzazione. 

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Pubblicato il 16 Luglio 2003
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