«Cala l’edilizia popolare a favore di quella privata»

I democratici di sinistra si scagliano contro le recenti scelte urbanistiche dell'amministrazione

Riceviamo e pubblichiamo

Per avere un quadro più completo bisognerebbe partire da una valutazione delle esperienze fatte in questi 20 anni sull’attuazione delle legge 167 e sull’edilizia convenzionata a Saronno. Che ci siano state situazioni ed esempi non positivi può anche essere. Certamente non è con dichiarazioni come quelle fatte dal Sindaco Gilli in Consiglio Comunale (erano "case di cartone") che si chiarisce come si è attuata una esperienza che ha coinvolto diversi operatori e centinaia di famiglie nella nostra città.
Se si ha la prova (o il sospetto) che ci sono stati degli imbrogli o truffe, o altro, si devono fare denunce a chi di dovere, più che fare dichiarazioni ad effetto in Consiglio Comunale. Anche per evitare – non lo auspichiamo certo – di rifarle, visto che alcuni operatori sono gli stessi che hanno realizzato le case in questi anni.
La scelta di ridurre al 25 % (rispetto a quanto previsto dal PRG) l’edificazione per edilizia popolare favorisce evidentemente l’edilizia privata, con un conseguente incremento dei costi d’acquisto delle abitazioni.
Non ci è stato detto nulla rispetto al fabbisogno sociale di abitazioni per diverse fasce di utenza (giovani, anziani, immigrati, ecc). Come abbiamo cercato di far presente anche in Consiglio Comunale, compatibilmente con il poco tempo che il regolamento ci mette a disposizione, nulla è stato detto di tutto ciò, salvo un generico riferimento alla possibilità di offrire qualche soluzione abitativa per famiglie piccole e/o separati che si ritrovano "single".

Quindi l’Amministrazione sembra voler far credere che non vi sono, e non vi saranno molte esigenze di abitazioni per famiglie a reddito basso in Saronno, per cui sembra sufficiente una palazzina “ottenuta gratis” di 29 appartamenti di edilizia sovvenzionata da dare in affitto (a fronte di circa 300 appartamenti a libero mercato ed un centinaio a prezzi di 167).

 

Evidentemente la soluzione di questi 29 appartamenti disponibili per famiglie economicamente disagiate è del tutto insufficiente. Ci è stato detto che ci saranno altri 6 appartamenti (in altra zona), come se questo potrà essere bastare! Visto lo stato di attuazione del piano regolatore, ormai in Saronno rimarrà ben poco per interventi di edilizia popolare, salvo qualcosa all’interno dell’area "Isotta Fraschini".
Questa scelta fatta da questa maggioranza (con l’appoggio della Lega Lombarda) porterà effetti concreti che si vedranno fra qualche anno.

E’ necessario rilevare che uno degli scopi della normativa sulla edilizia convenzionata era anche la possibilità di avere uno strumento di calmiere del mercato edilizio: arrivare a questa decisione in una fase congiunturale come quella attuale ci appare miope. Si porteranno certo soldi alla casse comunali e si potranno fare piste ciclabili (che – peraltro –potranno anche incrementare il valore delle aree adiacenti!), questi sono evidentemente dati positivi, ma non possiamo non chiederci se questo è prioritario rispetto alla problematiche sopra accennate.
Ci sia consentita un’ultima annotazione: la legge regionale 9, che ha originato i programma integrati di intervento, nasceva dall’esigenza di dare flessibilità ai piani regolatori soprattutto in relazione alla problematica delle aree industriali dimesse, con la previsione di interventi su porzioni di territorio già urbanizzato. L’Amministrazione di Saronno ha invece usato la legge per cancellare un programma di 167 e per operare su aree vergini. Complimenti. 

Marco Pozzi 
Capogruppo DS
Saronno

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Pubblicato il 19 Luglio 2003
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