«Cala l’edilizia popolare a favore di quella privata»
I democratici di sinistra si scagliano contro le recenti scelte urbanistiche dell'amministrazione
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Riceviamo e pubblichiamo Per avere un quadro più completo bisognerebbe partire da una valutazione delle esperienze fatte in questi 20 anni sull’attuazione delle legge 167 e sull’edilizia convenzionata a Saronno. Che ci siano state situazioni ed esempi non positivi può anche essere. Certamente non è con dichiarazioni come quelle fatte dal Sindaco Gilli in Consiglio Comunale (erano "case di cartone") che si chiarisce come si è attuata una esperienza che ha coinvolto diversi operatori e centinaia di famiglie nella nostra città. Quindi l’Amministrazione sembra voler far credere che non vi sono, e non vi saranno molte esigenze di abitazioni per famiglie a reddito basso in Saronno, per cui sembra sufficiente una palazzina “ottenuta gratis” di 29 appartamenti di edilizia sovvenzionata da dare in affitto (a fronte di circa 300 appartamenti a libero mercato ed un centinaio a prezzi di 167).
Evidentemente la soluzione di questi 29 appartamenti disponibili per famiglie economicamente disagiate è del tutto insufficiente. Ci è stato detto che ci saranno altri 6 appartamenti (in altra zona), come se questo potrà essere bastare! Visto lo stato di attuazione del piano regolatore, ormai in Saronno rimarrà ben poco per interventi di edilizia popolare, salvo qualcosa all’interno dell’area "Isotta Fraschini". E’ necessario rilevare che uno degli scopi della normativa sulla edilizia convenzionata era anche la possibilità di avere uno strumento di calmiere del mercato edilizio: arrivare a questa decisione in una fase congiunturale come quella attuale ci appare miope. Si porteranno certo soldi alla casse comunali e si potranno fare piste ciclabili (che – peraltro –potranno anche incrementare il valore delle aree adiacenti!), questi sono evidentemente dati positivi, ma non possiamo non chiederci se questo è prioritario rispetto alla problematiche sopra accennate. Marco Pozzi |
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