Fuochi d’artificio: verboten!

I tradizionali spettacoli pirotecnici della Festa nazionale del 1 agosto a rischio per la siccità

La leggenda vuole che i barbari invasori si trovassero di fronte ad uno spettacolo da fine del mondo: migliaia di falò e di fuochi che dai monti e dalle vallate si riflettevano sui tanti laghi svizzeri così da creare un muro incandescente e invalicabile. Gli invasori arretrarono atterriti, le popolazioni elvetiche erano salve. In Svizzera, questa leggenda atavica viene ancora raccontata. Ecco perché fuochi, falò e, in tempi più recenti, fuochi d’artificio, dall’altra parte del confine, sono così importanti, una tradizione a cui non si rinuncerebbe mai. A tal punto importanti che da secoli e secoli la festa nazionale del primo agosto – quella ricorda il primo giuramento d’unione dei tre cantoni originari – non è festa se non la si celebra con un carnevale di candele, falò e spettacoli pirotecnici. 
La tradizione secolare rischia di interrompersi quest’anno: la siccità perdurante sta raggiungendo livelli di gravità tale che le autorità cantonali hanno disposto il divieto a qualsiasi festeggiamento pirotecnico, causa rischio incendi. 
Una decisione che potrà essere revocata nei prossimi giorni solo in presenza di forti, abbondanti, prolungate piogge. 
Non basterà quindi il temporale passeggero, l’acquazzone estivo. 
Ad oggi sono otto i cantoni che hanno vietato espressamente i festeggiamenti col botto. Negli scorsi giorni hanno annunciato il divieto i Cantoni di Friburgo, Giura, Grigioni, Turgovia, Sciaffusa e Ticino. Quelli di Vaud, Appenzello e Vallese si sono adeguati. Negli altri cantoni si stanno ancora attendendo buone notizie dal satellite che scruta cicloni e anticicloni. 
In ogni caso, ai singoli municipi potrà essere concessa una deroga: ciascuna autorità comunale potrà autorizzare i fuochi, ma assumendosene l’intera responsabilità e della decisione e di ogni costo derivato da eventuale scoppio di incendio. 

A rischio non solo la tradizione secolare ma, a questo punto, anche un buona fetta di torta del giro d’affari che la festa smuove:si calcola che la vendita di fuochi d’artificio comporti ogni anno un business stimato tra i 10 e i 20 milioni di franchi. Con senso di responsabilità i grossi distributori hanno già fatto sapere di essere pronti a ritirare i fuochi d’artificio già acquistati anche se in condizioni diverse rispetto alla vendita. 
I distributori si incaricheranno poi di restituirli ai fornitori in quanto non in grado di immagazzinarli in condizioni di sicurezza. 
Per ora la vendita è stata sospesa: prima della "grande restituzione", ancora qualche ora di speranza in un peggioramento consistente del clima.

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Pubblicato il 24 Luglio 2003
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