Lazzaroni, giorni di scioperi e manifestazioni

Incontro tra sindacati e amministratore delegato. I sindacati: «Qualche buona notizia, ma solo a parole. La mobilità rimane e di fatti concreti non se ne vedono».

Non migliora la situazione di crisi dell’azienda Lazzaroni. O meglio si delineano degli spiragli per la salvezza dell’azienda e, quindi, per i 74 dipendenti, ma non vi è ancora nulla di fatto. Nei prossimi giorni sono già in programma scioperi e manifestazioni da parte dei lavoratori. 
È quanto è emerso in una giornata di incontri cruciali che si sono tenuti oggi, giovedì 17 luglio, all’azienda Lazzaroni tra sindacati e proprietà. «L’amministratore delegato Tombetti ci ha illustrato quanto fatto finora, ma di fatti concreti non ne abbiamo ancora visti, si tratta solo di parole – spiega il segretario provinciale della Flai Cgil, Domenico Lumastro – Non sappiamo ancora nulla nemmeno degli annunciati tre tavoli di lavoro nati in Provincia ancora due settimane fa». 

L’incontro con l’amministratore delegato. Il problema principale è che, stando le cose come sono oggi, i dipendenti lavoreranno fino a fine luglio, poi scade la procedura di mobilità senza aver raggiunto alcun accordo. «Tombetti ci ha detto principalmente tre cose – prosegue Lumastro – La prima è di aver ricevuto una proposta dalla proprietà del terreno su cui insiste l’attuale stabilimento. L’Aries 2000, la società in questione, ha avanzato la propria disponibilità a trovare uno spazio per un nuovo stabilimento all’interno del progetto da loro presentato per la riqualificazione dell’intera area. Il tutto è subordinato all’approvazione di questo super centro di intrattenimento, ma il futuro dell’azienda, e dei lavoratori, non può essere subordinato all’approvazione di un progetto. Non adesso che i tempi stringono».
Tombetti ha poi dichiarato ai sindacati di aver ricevuto una lettera dal comune di Saronno in cui viene comunicato di aver individuato un’area a verde dove poter edificare il nuovo stabilimento. Inoltre, altra novità positiva, sarebbe che le banche, pare, abbiano deciso di ripianare alcune perdite, soprattutto degli ultimi mesi.
«A fronte di queste notizia abbiamo quindi deciso di chiedere la revoca della procedura di mobilità – spiega il sindacalista – ma ci è stato risposto che è ancora tutto da valutare e che al momento non è possibile soddisfare questa richiesta».

La reazione dei sindacati e dei lavoratori. Dopo l’incontro con l’amministratore delegato, i sindacati provinciali hanno incontrato le rappresentanze sindacali dell’azienda e i lavoratori. Uno sciopero è già in programma per la giornata di Venerdì, mentre per i primi giorni di settimana prossima è stata stabilita una manifestazione al Salumificio Citterio. «Avanzeremo richiesta per un incontro urgente con la proprietà del Salumificio – prosegue Lumastro – Sono emersi passaggi poco chiari nelle operazioni avvenute in passato sui passaggi di proprietà della Lazzaroni. Chiederemo quindi il reintegro dei lavoratori della Lazzaroni nello stabilimento Citterio».
Nei prossimi giorni, poi, sarà stilata una lettera che sarà indirizzata a tutti i sindaci della zona, alla Provincia e al Ministro Maroni per chiedere «che fine abbiano fatto gli annunciati tre tavoli di concertazione, a che punto siano queste riunioni e se, ad oggi, abbiano prodotto qualche cosa. Per ora l’unica cosa sicura è che a fine mese scade la procedura di mobilità e le manifestazioni dei prossimi giorni avranno l’obiettivo di chiedere se non il ritiro della procedura, almeno la sospensione».

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Pubblicato il 17 Luglio 2003
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