«Così faremo rinascere La Scala»

Bruno Zoccola è il direttore operativo dei lavori di ristrutturazione dello storico teatro milanese. In un'intervista a Varesenews racconta i particolari dei restauri a pochi mesi dall'inaugurazione

«Ero in pensione, stavo invecchiando. Poi è arrivata la proposta di aiutare a dirigere i lavori dello storico teatro di Milano. Non potevo assolutamente rifiutare». Bruno Zoccola vive a Venegono Superiore, ha 60 anni e ha passato la sua vita lavorativa alla Montedison, dirigendo cantieri in giro per il mondo. «L’ultimo anno di lavoro, però, prima di andare in pensione, nel 2000 – racconta Bruno – ha lavorato per la Coin». Oggi è il direttore operativo dei lavori di ristrutturazione del teatro La Scala di Milano, lavori iniziati nell’aprile del 2002 e che termineranno il prossimo 7 dicembre del 2004, a Sant’Ambrogio, patrono di Milano. «Quella data deve essere assolutamente rispettata perché è già stato deciso che, ad inaugurare La Scala restaurata, sarà proprio lo spettacolo con cui fu inaugurato il teatro nel 1778: "L’europa riconosciuta" di Savieri».

Come ha fatto a diventare il direttore operativo dei lavori?
«Il direttore dei Lavori, Antonio Acerbo, era un mio collega in Montedison. Ha saputo che ero libero, che scalpitavo per rimettermi a lavoro e mi ha fatto una telefonata. Non c’è stato nemmeno bisogno di parlare del prezzo».

Lei era in pensione…
«Sì, da più di un anno e stavo invecchiando. Ero felicemente in pensione, ma sono stato tirato fuori dal letargo. La mia passione è sempre stata il cantiere, per 16 anni ho girato il mondo per costruzioni civili, industriali, ambientali».

Cosa l’ha spinta ad accettare l’offerta?
«Un lavoro come questo lo si accetta ad occhi chiusi, soprattutto per il prestigio che ha una riqualificazione storica del genere. E poi la soddisfazione personale di avere questo ricordo. Alla mia età non mi serve certo come biglietto da visita».

Come procedono i lavori?
«Stanno procedendo bene dopo le prime difficoltà. Abbiamo subito dei ritardi perché ci sono stati alcuni imprevisti».

Quali?
«Adesso stiamo togliendo tutto quello con cui sono state ricoperte le pareti negli ultimi 20 anni. Bastai pensare che sotto 11 strati di imbiancatura abbiamo trovato le pareti con il marmorino, una mistura molto bella, color giallogiolo, di calce, polvere di marmo e terra di Siena. Adesso lo stiamo riportando all’origine in tutto il teatro. Strutturalmente La Scala è composta di 7 livelli: 4 piani di palchi, due di galleria e la platea. Il marmorino lo abbiamo trovato solo ai primi due piani di palchi perché probabilmente dagli altri era stato tolto. La Sovrintenza alle belle arti, però, ci ha detto di metterlo anche nel resto del teatro. Questo, ad esempio, non ce lo aspettavamo e all’inizio è stata una bella sorpresa».

Una degenerazione del teatro dovuta quindi ai vari interventi che si sono susseguiti negli anni…
«Certamente, come i danneggiamenti che si sono creati nei primi anni ’90 per l’adeguamento degli impianti elettrici. Sono stati scavati nel marmo diversi canali per far scorrere i cavi. Adesso stiamo cercando di sistemare il tutto, naturalmente cercando di sfruttare anche noi questi canali, nel rispetto delle norme antincendio. Non vogliamo che tra qualche anno poi si verifichi un rogo come quello della Fenice».

Cosa prova in questi mesi a veder riaffiorare la bellezza del teatro di un tempo?
«A questa età, ormai, non mi emoziono più di tanto. Ne ho viste tante. Devo dire che però c’è molta soddisfazione per il lavoro di gruppo. Lavoro con un’ottima squadra sia di progettazione che operativa» 

Dopo questo lavoro?
«Basta, vado in pensione definitivamente… ma l’ho già detto altre volte».

Ipoteticamente cosa le piacerebbe fare, dove lavorare ancora dopo La Scala?
«Direi che di esperienze ne ho fatte tante. Più che l’importanza e il prestigio di un lavoro, mi piace lavorare con una buona squadra. Nella mia vita ho fatto lavori bellissimi, ma in cui il contesto non era dei migliori. Se ci fosse ancora la stessa squadra con cui sto lavorando ora, o per lo meno lo stesso clima, mi piacerebbe fare un altro teatro».

Ce la farete a finire per il 7 dicembre 2004?
«È dura, si cercherà di fare il fare il grosso. Certamente ci sarà da lavorare di buona lena e sarà pronto ciò che serve al pubblico. Poi ci sono delle parti che possono essere sistemate in un secondo tempo. Sicuramente lo spettacolo si farà».

Tutti gli eventi

di febbraio  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 08 Agosto 2003
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.