«Scongiurare i licenziamenti alla Lazzaroni è possibile»
Ancora 24 ore per convincere l'azienda a prolungare la mobilità: ci vuole il sostegno delle istituzioni che si era impegnate a salvare i posti di lavoro
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Riceviamo e pubblichiamo Lazzaroni: scongiurare i licenziamenti è ancora possibile, ma i tempi sono stretti. Si svolgerà Venerdì 29 Agosto alle 10 a Milano, all’Agenzia regionale per il lavoro, l’incontro conclusivo previsto dalle legge sulla mobilità. In mancanza di accordo l’azienda già dal lunedì successivo potrebbe procedere al licenziamento dei 75 dipendenti dichiarati in esubero. Nell’incontro che si è svolto Martedì 26, presso la sede decentrata della Regione Lombardia a Varese, l’Amministratore della Lazzaroni ha accettato di rinviare ancora di qualche giorno una decisione definitiva, pur ribadendo che la situazione finanziaria della società non permette il mantenimento dell’attuale stabilimento saronnese. Come si ricorderà, dopo le forti pressioni sindacali e delle autorità politiche sia locali che nazionali, i rappresentanti aziendali si erano detti disponibili a trovare soluzioni diverse dai licenziamenti. Si era prospettata l’idea di una nuova attività produttiva nel saronnese più moderna ed efficiente che avrebbe dovuto coinvolgere anche altri partner. Grazie all’intervento del Comune di Saronno sono state individuate delle aree dove realizzare un ipotetico nuovo stabilimento, ma è risultato subito chiaro che i tempi lunghi per la sua realizzazione cozzano con l’urgenza data dalla procedura di mobilità. Che fare allora? Il sindacato, anche nel recente incontro, ha chiesto che non si proceda ai licenziamenti e si lavori per il mantenimento di un’unità produttiva a Saronno. La strada più percorribile è quella del ricorso alla Cassa integrazione straordinaria, considerato possibile anche dal rappresentante dell’Agenzia del lavoro. In questo modo si eviterebbero i licenziamenti, una parte dei dipendenti raggiungerebbero i requisiti per la pensione e, per gli altri, l’azienda dovrebbe impegnarsi per la loro riqualificazione e per la ricollocazione nella nuova unità produttiva. Una strada possibile, che richiede il sostegno pieno di tutte quelle forze istituzionali che si sono mobilitate nei mesi passati, a partire dal Presidente della Provincia, dei sindaci dei comuni coinvolti e dello stesso Ministro del lavoro, per favorire un iter rapido delle procedure. Non vedo alternative a questa ipotesi. E’ evidente che il sindacato non potrà accettare dei licenziamenti senza degli impegni certi sulla ricollocazione. Ad un mancato accordo in sede regionale non potrà che seguire un acuirsi del conflitto in azienda. Ed è altrettanto evidente che questa situazione non sarà gradita alle banche creditrici e potrebbe compromettere qualsiasi possibilità futura di una presenza Lazzaroni nel territorio. Per quanto ci riguarda continueremo testardamente ad impegnarci per una soluzione positiva che scongiuri i licenziamenti e chiediamo a tutte le istituzioni di sostenere in ogni sede la nostra posizione. |
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Luigi Maffezzoli |
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