Addio a don Mario Cortellezzi
Varese – Si è spento ieri una delle figure più amate di Varese. Fu parroco di Bobbiate e arciprete al Sacro Monte
Si è spento ieri Don Mario Cortellezzi, per 36 anni parroco di Bobbiate e per dieci, fino al 2002, arciprete del sacro Monte. Un infarto lo ha colto ieri pomeriggio, in parrocchia. In chiesa lo attendevano, com’era tradizione, i suoi fedeli per la confessione pomeridiana. Non vedendolo arrivare sono andati a cercarlo, ma per Don Mario non c’era più nulla da fare. Aveva quasi 78 e niente prima di ieri sembrava lasciar presagire la fine. Addosso aveva ancora tutta la sua giovanile energia che l’ha contraddistinto durante la sua attività pastorale.
Un prete moderno, non “parruccone”, così lo ricordano in molti tra quanti lo hanno conosciuto e frequentato.
A Bobbiate fu una sorta di istituzione: un punto di riferimento importante. Dialettico nel suo piccolo microcosmo parrocchiale, battagliero ed aperto al mondo.
Una voce rispettata da tutti. Tanto più quando mise in campo una piccola ma pugnace operazione editoriale: non un bollettino di parrocchia ma un vero e proprio foglio giornalistico: “L’atomo” si chiamava il giornale. Per lui significava affermare: siamo piccoli ma ci siamo e dobbiamo farci sentire, dobbiamo sentirci.
Attraverso quelle pagine, Don Mario dimostrò una professionalità di giornalista in pectore: approfondimenti, inchieste nel sociale, cronaca del paese. Le memorie del tempo ricordano quell’esperienza come inusuale ed importante, una voce ascoltata anche fuori dall’ambito della parrocchia, ingentilita da una grafica curata che nulla aveva da invidiare a giornali di maggior respiro.
Anche attraverso le parole scritte Don Mario esibì senza enfasi un voce e un pensiero di cristallina chiarezza capace di andare al cuore delle cose e delle persone.
Parlava di Dio e di speranza, com’era ovvio, ma conquistava sopratutto con la sua umana saggezza.
Lasciare Bobbiate, dopo aver portato a termine il suo progetto di edificare una nuova chiesa, e trasferirsi su, al borgo sacro, fu un’altra sfida. Alfiere del Sacro Monte si fece carico anche lui di sottolineare il bisogno di rispetto, tutela e conservazione del patrimonio. Ma sopratutto divenne anche lassù un punto di riferimento importante, contribuendo in buona parte a riavvicinare al Santuario molti varesini desueti dal frequentarlo.
Lascia un grande vuoto nella città; per chi lo amato, il ricordo non può che essere quello di una discreta figura di quasi ottantenne con un animo perennemente giovane.
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