«L’amministrazione sta operando nel rispetto della legge»

Varese – L'assessore ai servizi sociali William Malnati commenta la vicenda del pensionato sfrattato. «Non pagava l'affitto, ha un debito di decine di milioni. E quella casa serve a famiglie più numerose

Vista dalla parte delle istituzioni, la vicenda del pensionato costretto a cambiare alloggio ha tutti i crismi della legalità e del rispetto delle forme. L’assessore ai servizi sociali William Malnati è l’interlocutore che da tempo gestisce la vicenda:

«È una vicenda complessa – chiarisce subito Malnati. Ma i fatti sono questi: l’uomo, che pure usufruiva, in base alla legge 118, di un affitto ad equo canone, da anni non può pagare la mensilità al comune ed ha accumulato un debito di decine di milioni. In questa situazione non potevamo fare altro che ingiungere lo sfratto. Cercando però nel possibile di aiutarlo e non lasciarlo in mezzo alla strada».

Una prima soluzione sembra essere stato un appartamento a Capolago. Logisticamente difficile per un anziano abituato alle comodità del centro.
«In via San Pedrino abbiamo recuperato un bilocale con un costo d’affitto inferiore all’appartamento fin qui occupato. La casa non è pronta? Mi risulta che avesse perdite d’umidità prontamente risolte dall’ufficio tecnico del comune».

E sulla questione economica, quella che più di tutte mette in imbarazzo?
«La caparra anticipata la chiediamo per legge a tutti. Sebbene sappiamo che dopo queste mensilità l’uomo non sarà più in grado di pagare l’affitto. Faremo in modo di non chiederglielo. E tenga presente che l’amministrazione da anni sta aiutando il pensionato con diversi contributi».

Mi scusi allora, ma qual’è il senso di tutta l’operazione: se in ogni caso il comune sarà sempre in credito, non valeva la pena non stravolgere la vita del pensionato. fargli cambiare casa, oltre tutto in attesa di una casa definitiva fornita dall’Aler? «Il problema sta nelle cifre. L’appartamento di via Nicolini è più ampio è più costoso. Liberandolo, il comune potrà affidarlo a una famiglia bisognosa e più numerosa».

Rimane il problema della donna che da anni chiede di poter rimanere in via Nicolini e minaccia di chiudersi a chiave dentro l’abitazione. «È un altro genere di problema. La donna non ha titoli per rimanere nell’alloggio. Perché non ha residenza a Varese, non ha avuto l’assegnazione, ed è una sorta di abusiva. D’altro canto non può avere la residenza proprio perché non ha una abitazione. È un gatto che si morde la coda, lo so. Cercheremo di trovare soluzioni con il suo comune di competenza, Casciago».
E se dovesse davvero asserragliarsi in casa, provvederete all’esproprio con la forza?
«Mah, questo dipende dall’ufficiale giudiziario. Di certo la signora peggiorerebbe la situazione».
C’è un ultimo aspetto nella vicenda: sia l’uomo che la sua inquilina rivendicano rapporti di amicizia con esponenti della comunità algerina e nord africana di Varese. Ritengono che questa possa essere la causa di un accanimento nei loro confronti. «Lo escludo nella maniera più assoluta – conclude l’assessore – è solo una questione di rispetto formale. Una questione di affitti non pagati e di ottimizzazione degli alloggi».

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Pubblicato il 10 Settembre 2003
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