«Attendiamo un finanziamento pubblico per far ripartire l’impianto»

Laveno Mombello – Due settimane fa l’incontro fra proprietà ed enti locali per le sorti della funivia. Longoni: «In via di costituzione la società tra enti pubblici per acquisire la proprietà e iniziare la ristrutturazione»

«Basterebbe un finanziamento pubblico per il progetto e per parte della ristrutturazione dell’impianto affinchè l’Ustif, l’organismo che vigila sugli impianti a fune, conceda la proroga di due anni e i macchinari tornino a funzionare». E’ questa la speranza di Palola Mattioni, proprietaria dell’impianto di Laveno che sabato scorso ha chiuso i battenti. Lo scorso 17 settembre a Villa Recalcati lo stesso presidente Marco Reguzzoni propose una soluzione: “la proprietà della Funicolare si impegnerebbe a cedere a titolo gratuito a una società mista – recitava la nota di Villa Recalcati – (l’ipotesi è un accordo pubblico-privato) l’intero impianto, stazioni di partenza e arrivo comprese. La gestione dovrà invece essere a carico di un privato (potrebbe essere anche l’attuale proprietà della Funicolare) e a costo zero per l’ente pubblico. I finanziamenti per poter garantire la realizzazione di un nuovo impianto (del costo stimato di 2,2 milioni di euro) saranno reperiti in fondi regionali attraverso la legge 140 per circa 700 mila euro: altri soldi saranno assicurati da Provincia, Comune e Comunità Montana con una quota non ancora esattamente definita ma comunque assai contenuta per non gravare le casse degli enti locali”.
A che punto è la vicenda, che tra l’altro riguarda almeno 6 tecnici dell’impianto, ora in mobilità, oltre alle famiglie che gestivano l’albergo-ristorante, un bar e un negozio di souvenir, oggi chiusi?
Secondo Giangiacomo Longoni, assessore provinciale al marketing territoriale, si stanno compiendo tutti gli sforzi per dare una soluzione al problema. «In primo luogo è necessario costituire la società fra enti, vale a dire Comune, Provincia e Comunità Montana, in modo tale da acquisire la proprietà, lasciando la gestione a un privato – ha affermato Longoni . Per questo sono già state coinvolte le amministrazioni locali, cui seguirà a breve una adesione alla società. Solo una volta espletato questo passaggio potranno partire i finanziamenti di questi tre enti per la progettazione e la realizzazione dell’impianto. A quel punto, e solo allora, si potrà godere di una proroga concessa dall’Ustif di cui parla la proprietaria dell’impianto. E’ chiaro che due settimane sono ancora poche per avere in mano le adesioni degli enti locali coinvolti: per espletare queste pratiche è necessario rispettare dei tempi tecnici. Assicuro che ci stiamo attivando per risolvere la questione nel più breve tempo possibile».

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Pubblicato il 30 Settembre 2003
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