«Che fine faranno i lavoratori della Lazzaroni?»

Interpellanza in consiglio provinciale da parte di Emilia Frigerio. Dopo l'accordo sulla cassa integrazione, la Provincia si era impegnata a ricollocare i 74 dipendenti

Che fine faranno i 74 dipendenti della Lazzaroni? Quali criteri saranno usati per trovare loro dei nuovi posti di lavoro? Sono le domande che ha posto il consigliere provinciale saronnese della Margherita, Emilia Frigerio, con un’interrogazione che sarà discussa questa sera in consiglio a Villa Recalcati. 
All’inizio di settembre le autorità provinciali, i sindacati e i rappresentanti del ministero del lavoro hanno firmato a Milano l’accordo che prevede la cassa integrazione per due anni dei dipendenti dello storico stabilimento saronnese. Stabilimento in crisi ormai da diversi mesi. Questo periodo servirà alla dirigenza dell’azienda per cercare di rilanciare la struttura saronnese, ma potrebbe anche verificarsi il contrario, ovvero solo un prolungamento dell’agonia, in attesa della chiusura.

Intanto la dirigenza ha messo in cassa integrazione 26 dipendenti, un numero che nei prossimi mesi potrebbe anche aumentare.
«Con questa interrogazione – spiega la Frigerio -, vorremmo capire cosa stia facendo l’amministrazione provinciale per ricollocare questi 74 dipendenti. La Provincia, durante quell’accordo, si è assunta l’impegno di trovare un posto di lavoro a questi lavoratori. Oggi, a quasi un mese di distanza, vorremmo sapere cosa si stia facendo per loro». La risposta sarà data questa sera dall’assessore Pellicini.

Intanto la questione sul futuro dello stabilimento saronnese è ancora aperta. La dirigenza aveva dichiarato che, per rilanciare l’azienda nel saronnese, necessitavano nuovi spazi più ampi. Alla richiesta era giunta l’offerta di un terreno da parte del comune di Saronno, ma anche la possibilità, da parte degli attuali proprietari dello stabilimento, di avere un’area all’interno di un progetto di riqualificazione della vecchia fabbrica, progetto che prevede la realizzazione di un grande centro di intrattenimento commerciale. Per questa seconda ipotesi, però, si attende una sentenza del Tribunale amministrativo Regioanle, in quanto l’amministrazione comunale di Uboldo, su cui insiste l’area, non aveva concesso il cambio di destinazione per la realizzazione dell’opera.

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Pubblicato il 24 Settembre 2003
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