“Non volevo”: il semaforo bruciato e la folle corsa in centro a Varese prima dell’incidente

Chiede scusa in aula il 27enne frontaliere arrestato in “flagranza differita” applicando le norme del nuovo pacchetto sicurezza. L’auto in fiamme e l’alcool test positivo contestato però dal difensore

Generico 02 Mar 2026

È l’inizio del turno di notte quando gli agenti della polizia e i colleghi dei carabinieri si trovano in via Staurenghi per fare il punto su chi è “fuori” di pattuglia. L’una di giovedì da poco passata. A un certo punto il rombo assordante di una Mercedes AMG, 4.500 di cilindrata, li sorprende. Un brigadiere intima l’alt al bolide bianco che arriva verso di lui: l’auto lo “punta“ e il militare fa appena in tempo a scansarsi e a salire in macchina per lanciarsi all’inseguimento.

Alla guida, si scoprirà poi, c’è un 27enne già fermato nel 2019 per guida in stato d’ebbrezza che, al termine dell’inseguimento in largo Flaiano, risulterà positivo all’alcol test con 1,41 grammi per litro (la prima misurazione dava 1,58).

Ma torniamo alla scena: via Staurenghi viene percorsa in pochi secondi nonostante i dissuasori di velocità. Il semaforo è rosso ma la AMG lo “brucia” a una velocità folle, forse il triplo di quella consentita, ed entra nella piccola circonvallazione del centro di Varese. Costeggia i giardini, si immette in via Copelli e arriva in piazza Repubblica.

Dietro, allertate dal Radiomobile che la insegue, arrivano altre due macchine dei carabinieri e infine tre pattuglie della polizia di Stato. Il resto viene ripreso dalle telecamere degli instagrammer de “La rotonda sul Lago”: l’auto sbuca dalla via Sant’Imerio e commette l’errore di svoltare a sinistra in senso vietato nella rotonda in Flaiano.

Un’auto viene centrata, la Mercedes prende fuoco e rischia di incendiare anche l’altro veicolo. Una donna viene estratta rapidamente dai soccorritori, che sfidano le fiamme e aprono con forza lo sportello per liberare la ferita.

Sull’auto bianca che ha causato l’incidente erano presenti tre persone: una scappa, mentre l’altra, cioè il proprietario del veicolo, rimane sul posto.

I carabinieri fanno scattare l’arresto anche in base alle nuove norme contenute nel “pacchetto sicurezza” voluto dal Governo e al giovane automobilista viene contestata la flagranza differita, che gli spalanca le porte del carcere.

In tarda mattinata l’uomo è arrivato in aula in manette accompagnato dai carabinieri e ha reso spontanee dichiarazioni al giudice: «Non ho riconosciuto le persone che in strada mi hanno detto di fermarmi, non ho capito che erano carabinieri. Chiedo scusa, non lo farò più, potevo fare male a tante persone».

Il difensore, l’avvocato Alberto Zanzi (in aula anche Carlotta Calemme), si è rimesso alla decisione sulla convalida dell’arresto chiesta dalla pm Antonia Rombolà e ha contestato il funzionamento dell’etilometro in uso all’Arma, il “Safir”, che spesso – ha spiegato il legale – «è risultato essere uno strumento poco attendibile».

La giudice Stefania Brusa ha convalidato l’arresto applicando la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria tre volte alla settimana in orari serali, dalle 20 alle 22, anche il sabato.

La donna di 32 anni coinvolta nell’incidente è stata trasportata in codice verde in ospedale. Oltre alla guida in stato di ebbrezza e alla fuga dal posto di controllo, al 27enne residente a Varese e frontaliere viene contestato anche il reato di lesioni personali nei confronti della donna che viaggiava a bordo della sua auto e si è trovata coinvolta in un incidente stradale che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.

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Andrea Camurani
andrea.camurani@varesenews.it

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Pubblicato il 05 Marzo 2026
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