Vaccinazioni a tappeto? Non sono necessarie
Varese - L'appello nazionale dei pediatri ospedalieri per la vaccinazione antinfluenzale a tappeto non convince. Il segretario provinciale della FIMP invita a non allarmarsi
Vaccinarsi contro l’influenza? Sì grazie. Così afferma il portale dell’Asl che quest’anno ha deciso di lanciare una campagna in grande stile per raggiungere almeno i due terzi dei soggetti a rischio. Ma chi sono i soggetti a rischio? Gli anziani, gli immunodepressi, gli operatori sanitari, insomma persone maggiormente esposte e di salute già debilitata. Nell’elenco non compaiono i bambini.
La posizione dell’Asl locale non sembra, quindi, essere in linea con l’appello lanciato a livello nazionale dalla Società italiana di pediatria. La Sip, infatti, ha invitato tutta la popolazione a vaccinarsi innanzitutto per evitare falsi allarmi Sars.
L’appello è emerso nel corso del cinquantanovesimo congresso della Societa’ scientifica in corso a Roma. Il suggerimento è rivolto ai genitori: dare a tutti i bambini (non solo quelli a rischio) la possibilità di immunizzarsi contro l’influenza gratuitamente (il costo del vaccino è di 10 euro a cui va aggiunta la prestazione dell’operatore che la effettua)
Di diverso avviso, però, è Marco Montalbetti, segretario provinciale della Federazione Italiana Medici Pediatri: «Credo che tanto allarmismo sia eccessivo. Ritengo che si debba trattare la questione con buon senso: se le risorse fossero illimitate, sarebbe auspicabile una campagna a tappeto per evitare tanti disagi e qualche problema serio. Ma nella situazione in cui siamo, ritengo che debba prevalere un ragionamento personale e familiare: in pratica, non vaccinerei un bimbo che sta sempre a casa con genitori che esercitano professioni non particolarmente esposte al pubblico».
Nessun allarme, quindi: «La posizione della SIP si spiega anche con la loro funzione: sono pediatri ospedalieri e il loro timore è che, nell’eventualità di una ricomparsa della Sar, sarebbe opportuno sgombrare il campo da qualsiasi pericolo di errore o confusione. Ma Sars e influenza hanno sintomi e sviluppo differenti, per cui le due situazioni non sono sovrapponibili».
Rimane valido, quindi, l’invito dell’Asl: vaccinarsi sì, ma se necessario.
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