«Varese, una scelta più che azzeccata. Edizione tra le migliori»

Alfio Bastiancich ha sostituito Bruno Bozzetto nell'incontro con gli studenti. 14 anni fa fu tra i padri fondatori del Cartoon Forum

«Varese si è dimostrata essere una scelta più che azzeccata, sia perché è facilmente raggiungibile da tutta Europa, sia per la bellezza della zona». Parola di uno dei padri storici del Cartoon Forum, Alfio Bastiancich, che questa mattina ha incontrato gli studenti delle scuole superiori di Varese al Teatro di Piazza Repubblica. Al suo posto sarebbe dovuto venire il noto disegnatore Bruno Bozzetto che, però, è dovuto entrare in ospedale in questi giorni per effettuare un’operazione.
Bastiancich è decisamente meno noto di Bozzetto, ma non meno importante per il mondo dell’animazione. È vice direttore del Centro Sperimentale di Cinematografia, nonché direttore di “Cartoons on the bay”, uno dei più importanti festival mondiali dell’animazione. E non solo. Per dieci anni è stato nel consiglio di amministrazione di Cartoon Media, l’organo europeo del progetto Media che ha fatto nascere il Cartoon Forum a Roma 14 anni fa. Lui fu proprio tra i fondatori di questa iniziativa cresciuta esponenzialmente nel tempo. 
«In tutti questi anni è la prima volta che vedo enti pubblici locali che organizzano iniziative collaterali al Forum – spiega soddisfatto Bastianch -. L’unico momento pubblico negli altri anni era la cerimonia di consegna del Cartoon d’Or. Con queste numerose iniziative collaterali si crea anche più aspettativa a quell’evento che vede gareggiare, per il titolo di miglior cortometraggio di animazione, cinque film europei».

Le nominations al Cartoon D’or riguardano prodotti inglesi e francesi. Ma tra i progetti presenti al Forum ce ne sono molti italiani…
«La quantità dei nostri prodotti è fisiologica visto che siamo il paese ospitante. E questa è una delle ragioni per cui abbiamo spinto affinchè il Cartoon Forum quest’anno si svolgesse in Italia, più precisamente al nord dove la produzione di animazioni è ai massimi livelli. Se Roma è la capitale italiana del cinema tradizionale, Milano lo è per quello di animazione. È un dato di fatto. Sarebbe stato inopportuno andare a proporre luoghi più facili come al Sardegna e la Sicilia, con maggior appeal turistico, ma dove avremmo avuto meno ritorni».

Perchè tra tutto il nord Italia è stata scelta proprio Varese?
«Intanto per una collocazione strategica: c’è l’aeroporto internazionale ed è facilmente raggiungibile anche in automobile da gran parte dell’Europa. E sono in molti che quest’anno pare abbiano preferito questo mezzo di trasporto. Milano, poi, è troppo grande sarebbe stata alquanto dispersiva. Varese, che non conoscevo e ho imparato a conoscere durante gli incontri preparatori, ho scoperto che, pur avendo una vocazione "industriale", ha un notevole fascino con paesaggi stupendi. Inoltre qui abbiamo avuto un supporto logistico da parte delle istituzioni davvero notevole. Organizzo festival e so cosa vuol dire scontrarsi con amministrazioni locali ottuse: qui a Varese non è certo uno quei casi». 

Il risultato come le sembra in questi primi giorni?
«Queste scelte pare proprio si stiano dimostrate vincenti. Basta pensare che l’anno scorso in Galles erano 600 gli operatori presenti, mentre quest’anno sono 750. Tutto ciò rende questa edizione del Forum una delle migliori finora realizzate».

Lei vede il mondo dell’animazione in un’ottica generale. Gli autori incontrati nei giorni scorsi hanno più volte sottolineato che in Italia si sta vivendo un buon periodo. Lei cosa ne pensa?
«Oggi l’animazione è facile da fare, grazie soprattutto all’utilizzo del computer. Farla bene è un’altro discorso. Fino a dieci anni fa c’erano molti ostacoli tecnologici. Oggi si può dire che serve molto talento e tanta fantasia. In Italia è un buon momento, ma c’è ancora molto lavoro da fare. Sicuramente è un momento importante per crescere, c’è la possibilità di fare un grosso balzo in avanti per diventare davvero competitivi a livello internazionale. Ci sono tutte le condizioni per farlo».

Lei sostituisce oggi un grande maestro dell’animazione, passato e presente. Quanto ha contato Bozzetto nell’animazione italiana?
«Bozzetto è stato un precursore non solo dell’animazione italiana, ma mondiale. Si dice che l’animazione è la rappresentazione e di quel che succede tra un fotogramma e l’altro, ovvero la fantasia di chi sta creando. Bozzetto pur non essendo un animatore nel senso tradizionale del termine (infatti non ha quasi mai animato i suoi film), ha un grande senso della regia, che sia un film di due minuti o un lungometraggio. Lui ha in mente il film nella sua completezza, dalla storia alla musica, ai personaggi, agli effetti sonori. Lui è prima di tutto un cineasta».

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Pubblicato il 19 Settembre 2003
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