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Riceviamo e pubblichiamo Il coordinamento dei comitati spontanei a seguito delle numerose dichiarazioni da parte di rappresentanti politici, relative ai loro ruoli e funzione, ritiene opportuno esprimere nuovamente il proprio pensiero e riassumere l’attività sin qui svolta con l’amministrazione comunale. È vero che da alcuni mesi sia da parte del Sindaci che di alcuni assessori, in quanto direttamente interessati, hanno dimostrato una attenzione e disponibilità verso di noi, ma questo significa che hanno riconosciuto e applicato quanto indicato dal T.U. degli enti locali in merito alla partecipazione popolare e comunque investendo su un aspetto molto importante per la vita democratica della città. È vero che ci hanno fornito risposte alle nostre domande, hanno raccolto le nostre richieste, ci hanno fornito del materiale e questo non avveniva da molti anni. La partecipazione popolare non può che confrontarsi in modo collaborativo, con l’Amministrazione. Il poter far giungere direttamente agli assessori interessati i problemi del quartiere è per i cittadini sicuramente una cosa utile. Oggi parecchi Comitati spontanei hanno una loro storia e quindi un loro diffuso riconoscimento nel quartiere di appartenenza, alcuni lo devono ancora costruire, ma questo è dovuto proprio ad un agire spontaneo e comunque teso a favorire per il prossimo futuro una più estesa partecipazione dopo l’approvazione del regolamento. Tutti comunque hanno sempre condiviso che questi organismi sono da leggere quali strumenti utili per garantire la partecipazione popolare e non identificandosi nel decentramento amministrativo. Poiché le critiche terminano sempre rimarcando che solo chi è eletto dai cittadini può avere una delega rappresentativa e quindi fare politica e rapportarsi con le istituzioni ricordiamo per l’ennesima volta l’art. 8 del T.U. degli enti locali: "I comuni, anche su base di quartiere e di frazione, valorizzano le "libere" forma associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all’amministrazione locale…" Si evince che valorizzare le libere forme associative e la partecipazione popolare sono strettamente legate. Mi sembra quindi naturale intendere che questi organismi di partecipazione saranno composte dai rappresentanti di queste libere associazioni di cui si conosceranno gli scopi e comunque limitati al quartiere o frazione. Concordiamo sulla necessità di una regolamentazione specifica al fine di garantire una parità partecipativa e delimitarne le loro azioni proprio per evitare intromissioni in competenze di altri organi comunali o, peggio, sostituendosi o sovrapponendosi ai partiti nel loro ruolo. Noi abbiamo richiesto che il Regolamento debba essere approvato dopo che nello statuto sia stata definita cos’è la partecipazione popolare, come previsto dall’art.8 del T.U. per gli enti locali. La partecipazione popolare non sostituisce ne limita un eventuale decentramento amministrativo. Questo argomento è di competenza dei partiti e non troveranno alcun intralcio alla discussione purché non diventi strumentale per bloccare la regolamentazione della partecipazione popolare che, ripetiamo, è una cosa diversa e non incompatibile. Facciamo notare che sui grandi temi cittadini, 5 ponti, tangenziale, il nostro impegno ha contribuito ad una informazione più puntuale e ad una documentazione più accurata permettendo a molti di poter intervenire con osservazioni e proposte serie, efficaci ed a vantaggio di tutti.
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