Controllo delle caldaie: accordo Provincia e manutentori
Autocertificazione degli impianti, verifiche gratuite e controlli biennali a costi equi
Un accordo tra Provincia e associazioni di categoria per la manutenzione degli impianti di riscaldamento del territorio. È il patto presentato oggi a Villa Recalcati, tra l’ente, Associazione Artigiani, Acai, e Cna.
Una piattaforma collaborativa che definisce un proficuo rapporto tra pubblico e privato in nome della sicurezza delle caldaie, del risparmio energetico e non ultimo della sicurezza dei cittadini. Attraverso la convenzione vengono definite le linee guida della prevenzione sugli impianti, all’interno di una politica di tutela peraltro già avviata da tempo: il primo intento è quello di uniformare e di coordinare le attività legate alla manutenzione degli impianti termici. «Il tutto avverrà senza costi aggiuntivi per l’utenza – ha sottolineato Antonio Forni della Confartigianato -; anzi tutti controlli avranno come fine quelllo di mantenere i consumi delle famiglie al livello iniziale dell’impianto». Attraverso la politica dell’autocertificazione, per la quale la provincia di Varese è all’avanguardia, essendo tra le prime a recepire fin dal 1996 una normativa regionale, l’obiettivo è un monitoraggio biennale degli impianti a prezzi calmierati, evitando esborsi eccessivi, e garantendosi la possibilità di verifiche a campione sul territorio a titolo gratuito.
«È importante – sottolinea Gianni Binaghi della Cna – che questo sia un primo passo verso una sempre più consistente controllo sui costi e sulla sicurezza. Ed è importante che da qui si parta per portare ai cittadini un’informazione sempre più capillare sull’argomento».
La convenzione, tra le altre cose, stabilisce esattamente quali siano i compiti dei verificatori degli impianti, definendo anche le sanzioni per gli operatori non corretti.
«È un aspetto molto importante – ribadisce Susanna Capogna, dirigente dell’amministrazione provinciale – basti pensare a numero di impianti che siamo riusciti far sostituire perché pericolosi per le emissioni nocive. Si trattasse anche solo di salvare una vita, sarebbe un lavoro utile e ben fatto».
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