Il saluto del Papa a tutto il Varesotto

Il 21 maggio 1983 papa Giovanni Paolo II, accompagnato dal cardinal Martini, arrivava in elicottero a Venegono Inferiore, in visita al Seminario arcivescovile.

Nella tarda mattinata del 21 maggio di vent’anni fa il Seminario di Venegono Inferiore accoglieva Giovanni Paolo II, che era giunto a Milano nel pomeriggio del giorno precedente per partecipare alle giornate conclusive del XX Congresso eucaristico nazionale.
Nelle prime ore del 21 era stato in Brianza: a Desio aveva visitato la casa natale di Pio XI e a Seregno aveva incontrato la comunità ecclesiale e civile di una città particolarmente legata alla Polonia.
Poi, in elicottero, fino a Venegono accompagnato dal cardinale Carlo Maria Martini.
Il paese era imbandierato: striscioni e bandiere bianco-gialle in ogni via, ad ogni finestra e balcone. Anche tutti i ragazzi della vicina scuola media erano stati accompagnati sui prati del Seminario per “vedere” il Papa.
Ad accoglierlo, con mons. Bernardo Citterio, allora vicario episcopale di Varese, le autorità provinciali e comunali.
Il Papa, dopo aver scoperto una lapide, posta nell’atrio del Seminario, a ricordo della sua visita, dalla balconata rivolse la parola alle circa quindicimila persone giunte a Venegono sin dal primo mattino: «Saluto tutti gli abitanti di Venegono Inferiore e anche quelli di Venegono Superiore, estendendo il mio affettuoso pensiero da questi ridenti colli all’intero Varesotto».
Seguì la solenne concelebrazione eucaristica all’interno del Seminario, dove era stato realizzato un grandissimo altare. Erano presenti più di tremila sacerdoti.

Dei sentimenti di quanti seguivano lo storico avvenimento, si rese interprete il cardinal Martini che, rivolgendosi al Papa, disse: «Questa Eucaristia che stiamo per celebrare con Lei è certamente la più bella che si sia celebrata nella vita cinquantennale di questo Seminario di Venegono, che porta il nome di papa Pio XI; e spingendo lo sguardo ancora più indietro nel tempo è certamente l’Eucaristia più significativa che si sia celebrata negli oltre quattrocento anni di vita di questo Seminario fondato da San Carlo Borromeo subito dopo il Concilio di Trento; ed è anche certamente una delle Eucaristie più belle della vita di tutti questi presbiteri, sacerdoti e religiosi convenuti qui da tutta l’Archidiocesi ambrosiana, dalla Lombardia e da ogni parte d’Italia».

Giovanni Paolo II, all’omelia, dopo aver rivolto un saluto ai «cari fratelli della grande, antica, illustre diocesi di Milano», presentò il concetto che poi avrebbe sviscerato: «Lo sviluppo della comunità cristiana si fonda sulla centralità eucaristica». «Questo mondo – affermò con forza il Papa – ha bisogno di Gesù, del suo messaggio di amore, della sua presenza eucaristica che è fattore di salvezza e di unità. Solo la mediazione di Cristo può rompere la spirale dell’odio, dell’ingiustizia, della violenza, del peccato».
Al termine della Messa il Papa pranzò nel refettorio del Seminario e poi, alle 15, partì alla volta di Monza per incontrare i giovani e quindi per Sesto San Giovanni dove lo attendevano i lavoratori.
Il giorno dopo, domenica 22 maggio 1983, dopo l’Angelus dal balcone del Duomo, avrebbe concluso, al quartiere Gallaratese, il Congresso eucaristico.
Il Varesotto avrebbe avuto il singolare e straordinario privilegio di accogliere nuovamente Papa Giovanni Paolo II l’anno successivo.
Infatti, il 2 novembre 1984 il Pontefice sarebbe salito come pellegrino al Sacro Monte, accompagnato dalla preghiera di una folla immensa.

(L’articolo è tratto dal settimanale “Luce” del 18 maggio 2003 )

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Pubblicato il 16 Ottobre 2003
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