«Esercitazione pericolosa», in 19 chiedono i danni al comune

Un finto blitz terroristico provocò spavento e due infortuni. I dipendenti di Palazzo Borghi si rivolgono all'Ufficio del lavoro

Diciannove dipendenti del comune di Gallarate fanno causa all’amministrazione comunale. Per la precisione, i lavoratori di palazzo Borghi, hanno chiesto l’avvio della procedura obbligatoria di conciliazione presso l’ufficio provinciale del lavoro, chiedendo un risarcimento, non ancora quantificato, per danni biologici e morali.
Se non si troverà un accordo, la pratica arriverà davanti al giudice. O almeno queste sono le intenzioni annunciate da una nota firmata da 38 dipendenti del municipio e due delegati della Rsu.
La procedura è stata richiesta come risposta all’esercitazione a sorpresa, svoltasi nei locali di via Verdi, lo scorso 2 ottobre. ll finto blitz terroristico, provocò una decisa reazione delle rappresentanze sindacali, che accusarono il comune di non aver rispettato le norme di sicurezza previste dalla legge 626, e di aver esposto i lavoratori a notevoli rischi, con l’ingresso in comune di uomini armati di pistole caricate a salve e volti celati da passamontagna. Due lavoratori si infortunarono e uno rimase ricoverato alcuni giorni. 
L’episodio ha causato anche un’interpellanza parlamentare, presentata da Rifondazione Comunista.
Ora, con una lettera firmata da 38 dipendenti e due delegati della Rsu, una parte dei lavoratori continua la protesta contro l’amministrazione. I delegati contestano anche la scelta del presidente del consiglio comunale di collocare la mozione presentata dalle opposizioni sulla vicenda, al dodicesimo punto dell’ordine del giorno della seduta che si svolgerà lunedì 24 novembre. Un atteggiamento che i lavoratori giudicano di chiusura verso le loro ragioni.

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Pubblicato il 20 Novembre 2003
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