Davide Alviti tra canestri, libri e… Giardini Estensi: “A Varese mi trovo bene”
L'ala è in scadenza di contratto: «Con la società parleremo a salvezza raggiunta. Nella pausa abbiamo lavorato tanto e siamo migliorati. Assui? Farà bene negli USA, se lo merita»
La vittoria colta dalla Openjobmetis a Udine ha tanti padri: l’MVP Nkamhoua, il funambolico Moore, il ficcante Iroegbu. E Davide Alviti: l’ala italiana ha segnato 16 punti tirando da 3 con il 40%, proprio quel che era mancato nella partita di andata in cui Dado era rimasto a casa per l’influenza. Quello del tiratore è il ruolo principale del numero 2 biancorosso, alla seconda stagione a Varese, ma non è il solo.
«Sento mio quel ruolo e avverto la responsabilità di dover fare canestro da lontano, però all’interno di questa squadra mi reputo anche un collante tra i reparti e tra la panchina e il campo. Sono uno dei giocatori più esperti, mi sento un po’ l’allenatore sul parquet, quello che cerca di capire rapidamente le mosse avversarie e lo comunica ai compagni perché reagire rapidamente è fondamentale quando si vogliono vincere le partite».
Alviti conferma quanto detto da Kastritis e Nkamhoua a caldo dopo il successo di Udine: «Durante la pausa ci siamo allenati molto bene curando alcuni aspetti del gioco. Uno di questi è la circolazione di palla che talvolta era mancata. E poi ognuno si è calato al meglio nel proprio ruolo: prima pagavamo alcune sbavature e imprecisioni».
Con 16 punti in classifica, la Openjobmetis è ora a centro gruppo insieme a diverse altre squadre. E non è assurdo pensare a una rimonta playoff per i biancorossi nelle ultime otto partite (QUI la nostra analisi). Prima però c’è da blindare la salvezza, un traguardo che per Alviti significa anche un’altra cosa: discutere del proprio futuro. «I due punti di Udine ci hanno avvicinato alla tranquillità ma è chiaro che la partita con Treviso sarà fondamentale per guadagnare in modo definitivo la salvezza. Poi daremo un’occhiata in alto ma dobbiamo stare attenti: già tra dicembre e gennaio eravamo risaliti, salvo poi mollare un po’ il colpo e subire le sconfitte che ci avevano riportato in basso».
Sul futuro, appunto, Davide spiega: «Per quanto riguarda l’anno prossimo, io attualmente non ho alcun vincolo né con Varese né con altri perché andrò in scadenza di contratto a giugno. Con la società ci siamo detti che prima va blindata la salvezza, poi parleremo del domani. Per quanto mi riguarda, se ci sarà una proposta, la valuterò sicuramente: io a Varese mi trovo molto bene e se così non fosse non sarei rimasto l’estate scorsa. La gente mi ha sempre dimostrato grande affetto e io qui mi trovo davvero bene anche fuori dal campo».
DAL PARQUET – Ascolta qui sotto la 21a puntata del nostro podcast, dedicata a Udine-Varese
I luoghi del cuore di questo ragazzo laziale – è originario di Alatri, Frosinone, il 5 novembre del ’96 – non sono poi diversi da tanti che qui sono nati e cresciuti. «Abito piuttosto vicino ai Giardini Estensi ed è lì che amo passeggiare. Spesso faccio un giro in centro e poi mi sposto ai Giardini: metto le cuffie per la musica, percorro i viali e trovo grande serenità. L’altro posto eccezionale è il Sacro Monte: è sempre piacevole concedersi un po’ di quella vista».
In spogliatoio Alviti sta condividendo il ruolo con due giovani in rampa di lancio: Elisee Assui e Olivier Nkamhoua: «Sono due bravissimi ragazzi, in campo e nella vita di tutti i giorni e credo siano destinati a fare bene in futuro. Con Eli il rapporto è più profondo perché ci conosciamo da più tempo, parliamo tanto sia di basket sia al di fuori: si sta preparando a un salto importante oltre Oceano e gli auguro il meglio. Ma sono sicuro che farà molto bene: se lo merita».
Fuori dal basket e dai luoghi ameni di Varese, c’è spazio anche per i libri. «Mi sono laureato in Scienze dell’Alimentazione al San Raffaele di Roma e ora mi sono iscritto alla Facoltà di Scienze Motorie: mi piace coniugare la pallacanestro a questi due ambiti – l’alimentazione e la motoria – anche pensando a quale sarà il futuro dopo l’agonismo». Ma come si coniuga lo studio con lo sport? «Bene: ci alleniamo al mattino e siamo impegnati di solito fino all’inizio del pomeriggio, poi abbiamo tempo per noi. Non sono uno che passa quattro ore sui libri, ma ogni giorno dedico un po’ di tempo allo studio: così non mi pesa».
LUCI A MASNAGO – Giovedì 12 marzo torna il programma di approfondimento sulla Pallacanestro Varese. Appuntamento alle 14 su Radio Materia e, a seguire, sulle piattaforme podcast. Intanto potete riascoltare le puntate precedenti (QUI) e diventare followers della nuova pagina Instagram della trasmissione (QUI). Per inviare i vostri messaggi via WhatsApp al programma: 353-4848857.
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