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Riceviamo e pubblichiamo Purtroppo, dopo anni che ci interessiamo di discariche l’unico dato certo delle discariche è che si conosce solo la data di inizio, tutto il resto è nell’indeterminatezza: i quantitativi, che cosa va a finire in discarica, la chiusura ( doveva essere chiusa nel 1999) non è assolutamente un’attività trasparente. Abbiamo chiesto più volte una commissione superpartes, prevista anche nel protocollo tra le Province e i Comuni del 1994, ma niente. Abbiamo sollecitato un monitoraggio approfondito, come previsto sempre dallo stesso protocollo e di cui era già stato fatto lo studio, ma solo qualche stralcio. In compenso in questi anni i controlli sono sempre diminuiti: quando si interessa l’A.S.L., anni 96-97-99, c’erano relazioni, controlli, interventi, sopralluoghi, adesso che è intervenuta l’A.R.P.A. (la provincia ha demandato i controlli all’A.R.P.A.) i controlli sono diventati molto sporadici, a volte a scadenza di ogni sei mesi, mentre invece un impianto del genere, così enorme, richiede un controllo quotidiano (non lo diciamo solo noi, l’ha sempre sostenuto il responsabile di allora dell’A.S.L.). Tanto che noi cittadini, per qualsiasi evenienza, non sappiamo neanche a chi rivolgerci. Abbiamo chiesto ripetutamente ai vari enti di mettere in atto opere di mitigazione della puzza, come le barriere di verde, tra l’altro già previste negli atti autorizzativi. Neanche l’ombra delle piantumazioni, solo assistiamo impotenti al sistematico abbattimento di grosse estensioni di bosco, nel Comune di Gorla Maggiore, in direzione sud, dove sono più forti gli effetti negativi, naturalmente per metterci ditte chimiche. Sappiamo poi che la situazione è molto critica perché la discarica è stata costruita su un bacino imbrifero (idrografico) dove corrono dei torrenti che spesso esondano e sono molto inquinati, perché il terreno, essendo molto permeabile, è molto vulnerabile e gli inquinanti vanno subito in falda (v. classificazione dell’Atlante geografico della Lombardia). Tant’è che, oltre a dichiarazioni ufficiali, è stato riscontrato che la prima falda è inquinata, al punto che a Rescaldina i pozzi che sono in prima falda devono essere rifatti, stando al recente decreto V.I.A. Abbiamo anche recentemente scoperto che nel IV lotto soprattutto si sono verificati dei cedimenti, segno di cattiva gestione e grosso fattore di rischio per le falde acquifere. Ebbene, visto che evidentemente le cattive gestioni sono premiate, si è concesso di conferire altri rifiuti, visto che si era creato dello spazio. Abbiamo inoltre constatato, fotografato, denunciato gravi perdite o affioramenti di percolato, soprattutto tra la Mozzate 3 e Gorla Maggiore. Per non parlare della Boschi Ramascioni, risultato: silenzio. Per non parlare delle esplosioni: si dice che le discariche sono bombe ecologiche, ma è proprio vero: l’abbiamo sperimentato più volte. Una delle ultime volte è stata qualche domenica fa (7 botti cupi che hanno fatto spaventare parecchi cittadini di Gorla Minore e Marnate e hanno fatto tremare i vetri delle case). Abbiamo fatto parecchie denunce, ma a tutt’oggi non sappiamo niente, silenzio. Insomma, sembra proprio che in questa vicenda l’interesse dei cittadini, la salute di molte persone, sia l’ultima preoccupazione da parte degli enti preposti. Noi per questa discarica non sentiamo ancora la parola chiusura anche se sarebbe urgente, non si parla di bonifica. Concludiamo dicendo che in una zona che ha già una percentuale di tumori più alta della media nazionale, in un anno 2003 in cui c’è un’ampia scelta di modalità di smaltimento rifiuti più eco-compatibili, il puntare per altri 10 anni su uno smaltimento in discarica con modalità di gestione siffatte, richiede un’indagine conoscitiva da parte della vostra commissione sul business dei rifiuti e sui monopoli esistenti in Provincia di Varese e di Como. L’esponente del comitato Mozzatese ha confermato quanto detto e ha aggiunto altri particolari sulla cattiva gestione delle discariche di mozzate, tipo chiusura dei pozzi di rilevamento per non dover constatare gli inquinamenti in atto. L’onorevole Russo ha risposto che bisogna evitare che un’area che ha già dato debba dare ancora e ha promesso che attiveranno una riflessione per quanto riguarda i controlli.
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