La lunga “estate rovente” Ecco dove ha colpito di più
Indagine di Provincia e Asl sul numero dei decessi fra anziani
19,5 per cento di morti in più fra gli anziani a causa del caldo record della scorsa estate. È questo l’incremento di morti rilevato da uno studio condotto dalla provincia e dall’Asl. Secondo i numeri diffusi dall’amministrazione provinciale si è passati infatti dai 590 decessi di ultrasessantacinquenni nel giugno 2002 ai 617 dello stesso mese di quest’anno. Nel mese di luglio i dati sono stati rispettivamente di 437 e 551 morti per cause imputabili o riconducibili alla calura, mentre in agosto il trend non ha conosciuto tregua con 468 morti nel 2002 e 619 nello stesso mese del 2003.
La mortalità non ha fatto distinzioni fra uomini e donne. Se nel trimestre giugno-agosto del 2002 si erano contati 833 decessi di donne sopra i 65 anni e 662 di uomini, quest’anno si è passati rispettivamente a 1.035 e 752 con un incremento percentuale pari al 24,2 percento fra le donne e del 13,6 percento fra gli uomini.
Il maggior numero di decessi si è verificato in ospedale o nella propria abitazione, circostanza che non trova significative variazioni se rapportata al 2002. Appare invece significativa l’analisi effettuata dai ricercatori dell’Osservatorio statistico-epidemiologico dell’Asl sulle cause di mortalità. L’incremento maggiore nel trimestre del gran caldo si è avuto per malattie infettive (che sono raddoppiate, passando da 8 a 16) e diabete: più 72,7percento, mentre le patologie respiratorie (aumentate del 68,7percento) sono solo al terzo posto prima delle cause violente (più 29,6percento), neurologiche (più20,5percento), genito-urinarie (più20percento) e oncologiche (più 13,3percento).
In totale i decessi sono stati 1787 contro i 1495 del periodo giugno-agosto 2002. La maggior parte dei decessi è concentrata nella classe di età degli ultraottantenni (rappresentano il 60,6 percento delle morti), seguita dalla fascia d’età compresa fra i 65 e i 75 anni (21,5percento) e, quindi, dagli anziani con età compresa fra 76 e 80 anni (17,9 percento).
Tra gli over 65enni il tasso di mortalità più elevato rispetto al 2002 si è registrato nei distretti di Sesto Calende (13,3 decessi ogni 1000 abitanti), Gallarate e Arcisate (13), Varese (12,7) e Somma (12,6). Nel 2002 l’indice di mortalità per ogni 1000 abitanti non ha mai superato il tetto di 11,4 raggiunto nel distretto di Luino, che ha mantenuto un valore pressoché inalterato nel 2003 (11,5 decessi ogni 1000 abitanti). Con Luino, Saronno è l’altro distretto che non ha avuto incrementi percentuali di decessi nei residenti con 75 anni e più. Un dato che indica come la dimensione dei comuni non abbia inciso in misura significativa sul fenomeno della mortalità degli anziani. «Esiste certamente una correlazione – ha ricordato l’assessore provinciale ai servizi sociali della Provincia, Rienzo Azzi – tra l’incremento dei morti e le temperature registrate. Ma l’incremento della mortalità in provincia di Varese risulta in linea con i risultati a livello nazionale ma inferiore al dato delle maggiori città del nord-ovest dove si sono toccate punte di decessi superiori anche al 30percento».
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