Samarate dice di no alla moschea

Baroudi: cercheremo un'altra soluzione. Pace & Solidarietà fa appello alla costituzione: così non si garantisce il diritto di culto

Samarate dice di no alla moschea. Il terreno che originariamente sembrava destinato a luogo di culto, sarà destinato a parcheggio. Questo dice il prg.  E questa è la spiegazione che Samir Baroudi, portavoce della comunità islamica, ha avuto dall’amministrazione comunale. «Ci hanno detto di no e hanno anche ribadito che ci tenevano a preservare le tradizioni cristiane – spiega l’architetto musulmano – ma noi non vogliamo fare polemica, cercheremo un’altra sistemazione». Il vicesindaco Giorgio Svezia è chiaro: «Era un’area standard, l’equivoco era possibile, ma abbiamo verificato che la destinazione è un’altra».
Scelta tecnica, o volontà politica?
«Chissà perché quando si tratta di garantire il diritto di culto anche ai musulmani si trova ogni tipo di scusa per chiudere le porte» commenta, amareggiata Laura Pastorelli, rappresentante del coordinamento Pace & Solidarietà, che organizzerà, insieme al centro culturale, tre giorni di iniziative fianco a fianco con gli islamici. «Il diritto di culto – continua– è garantito dalla nostra costituzione, negarlo significa negare la base della nostra democrazia».
Da parte loro, i musulmani non hanno intenzione di desistere. «Noi chiediamo solo di poter camminare insieme ai fratelli italiani e cristiani – dice Baroudi – mantenendo ognuno le proprie differenze e tradizioni. Un luogo di ritrovo lo troveremo». Per adesso si procede con soluzioni di fortuna. La rottura del ramadan, ad esempio, sarà celebrata in un centro sportivo di Casorate Sempione. 
Ma non è tutto qui. Le accuse di terrorismo rimangono una ferita aperta. Basta chiedere loro se hanno parlato con l’imam Mafoudi, arrestato e indagato per il presunto finanziamento ad Al Quaida. «Ci ha scritto – raccontano – e ci ha detto che in carcere ha buoni rapporti con tutti i detenuti e che anche lì guida le preghiere. Noi siamo assolutamente convinti della sua estraneità a tutta la vicenda». 
«Si è parlato della moschea solo per questa brutta storia – replicano Pino Borgomaneri e gli esponenti del coordinamento Pace & Solidarietà – ma è arrivato il momento di cercare di conoscere più da vicino questa gente venuta in Italia per lavorare».
«Il messaggio che vogliamo lanciare con la nostra iniziativa – aggiunge Laura Pastorelli – è che prima di giudicare bisogna conoscere».
Per entrare in contatto, allora, con i musulmani di Gallarate, ecco le date degli appuntamenti: 

martedì 18 novembre sala Dragoni cooperativa Il Melo di via Magenta 3, ore 21, Comunità islamiche in Italia, comunità islamica a Gallarate: convivere nel rispetto della diversità, con Stefano Allievi (docente di sociologia università di Padova) e Samir El Baroudi, portavoce del centro islamico. 

sabato 29 novembre oratorio Arnate di Gallarate via XXII marzo, ore 17.30, partita dell’amicizia, incontro calcistico a squadra aperte tra la squadra del centro culturale islamico di Gallarate e altre formazioni, seguirà tè con pasticcini.

domenica 30 novembre circolo cooperativo casa del popolo di Cardano al Campo, via Vittorio Veneto 1, ore 12.30, pranzo multietnico con specialità italiane e del mondo arabo.


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Pubblicato il 14 Novembre 2003
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