«Così “seminiamo” trote doc nel lago»

L'associazione APD Tinella da anni provvede alla fecondazione artificiale di femmine di trota da parte di grossi maschi riproduttori

Settemila uova, migliaia di potenziali trotelle da regalare al lago di Varese grazie ai volontari dell’APD Tinella 72, associazione di pesca sportiva da trent’anni impegnata nelle salvaguardia delle specie ittiche più minacciate, dall’alborella al persico reale. Agli impianti dell’APD di Groppello, il consulente scientifico Pietro Ceccuzzi (nella foto insieme ad un esemplare di trota riproduttore), il presidente Piergiorgio Nicolini e alcuni volontari hanno provveduto alla spremitura delle uova dalle femmine gravide di trota e alla successiva fecondazione artificiale da parte dei grossi maschi riproduttori. Ora le uova fecondate, del diametro di 3 millimetri, sono nelle apposite “vasche California”, incubatoi particolari dove l’acqua viene mantenuta a temperatura costante, e tra 40-45 giorni daranno vita agli avannotti di trota lacustre (Salmotrutta trutta). Per questa specie, infatti, la stagione riproduttiva va da novembre a fine dicembre e da 4 anni a Groppello gli appassionati dell’APD Tinella rinnovano l'”esperimento” finora sempre coronato da successo.

«Le nostre sono trote del ceppo “Tinella” – spiega Ceccuzzi- , poiché al terzo-quarto anno d’età perdono i punti rossi tipici della loro colorazione, un “marchio di fabbrica” insomma, che le distingue dalle altre. Le trote più grandi verranno poi rilasciate nel lago di Varese, le più piccole nel torrente Tinella e nel Valle Luna». La Provincia di Varese assiste il lavoro dei volontari con una sovvenzione annua di 10 mila euro per ciascuno dei quattro centri di incubazione sparsi per il Varesotto: oltre a quello di Groppello, infatti, se ne conta uno a Porto della Torre lungo il fiume Ticino, uno a Brusimpiano e l’altro a Maccagno.

L’impianto varesino, oltre alle vasche per i riproduttori e agli incubatoi, è dotato di due laghetti artificiali dove Ceccuzzi coordina altri interessanti progetti. «Nel più piccolo continueremo nel 2004 il lavoro iniziato quest’anno con l’alborella, estinta nel nostro lago nel 1989. Siamo stati i primi in Europa a riprodurla mettendo le uova in vaschette di plastica per la frutta, in precedenza riempite con ghiaia (dove il pesce di solito depone) e lasciate a pelo d’acqua. Il nostro intento è quello di ripristinare un ceppo stabile di alborella nel lago di Varese». Ma l’APD, 40 iscritti e tanto entusiasmo, ha anche provveduto a ripopolare con avannotti di persico reale, circa 2000, nati lo scorso anno da un maschio riproduttore del lago fornito da un pescatore professionista, e di luccio. «Con questa specie il difficile è trovare un riproduttore maturo, ma le potenzialità sono notevoli. Si pensi che una femmina depone da 6 a 8 mila uova per chilogrammo di peso, ciò porta a una produzione alta di avannotti come nel 2001, quando ne ottenemmo ben 300 mila». A Groppello non mancano le visite guidate per le scuole agli impianti. «Mostriamo ai bambini la bellezza del lago, del bosco, descriviamo le diverse specie di pesci delle nostre acque insegnando loro ad avere rispetto per l’ambiente. Abbiamo la fortuna di avere gli impianti di piscicoltura in un luogo ideale, con acqua sorgiva che alimenta l’incubatoio e le vasche», spiega il presidente Nicolini. Prossimo passo, a febbraio, con l’immissione nel lago di fascine per agevolare la deposizione delle uova dei persici reali: una tradizione ripresa con pazienza e attenzione nel segno del rispetto profondo per un lago in decisa ripresa.

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Pubblicato il 05 Dicembre 2003
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