Inchiesta tangenti: «Vogliamo una commissione che faccia chiarezza»

Le opposizioni presentano due mozioni unitarie: bloccare i progetti urbanistici e iniziare un'indagine amministrativa

Tangenti o no, l’opposizione non vuole perdere tempo. Mentre l’ex assessore Giani – arrestato e rilasciato ma comunque accusato di concussione –  prepara la sua difesa, Ulivo Germoglio e  Rifondazione vanno all’attacco politico della maggioranza e chiedono una commissione d’inchiesta che verifichi la regolarità di tutti i provvedimenti urbanistici approvati da questa amministrazione e da quella precedente. 

«Una richiesta senza demagogia – spiegano i consiglieri comunali Luca Radice, Francesco De Palo, Renato Pagnan e Giuseppe Di Nanno – abbiamo elaborato uno statuto che prevede la conclusione dei lavori nel giugno 2004, ben lontano quindi da scadenze elettorali».
Per i consiglieri di minoranza sarà l’occasione per fare chiarezza e anche per costringere i partiti alleati della Lega a esprimersi sulla vicenda. L’opposizione vuole anche la verifica di tutti gli atti amministrativi operati dall’assessore sotto inchiesta, con una richiesta che farà discutere: bloccare tutti i progetti urbanistici approvati negli ultimi anni, ad eccezioni di quelli i cui lavori siano già iniziati.
«Qui c’è una chiara responsabilità politica del sindaco Morniroli – spiega Luca Radice – che nominando l’assessore Giani ha garantito nel settore del governo del territorio una continuità con l’amministrazione precedente». Secondo il centrosinistra l’amministrazione di centrodestra non ha  favorito un controllo delle opposizioni, sia in commissione territorio che in altri organi istituzionali. Inoltre, negli ultimi due anni della giunta Uslenghi, con Morniroli capogruppo, la Lega ha dato un’accelerazione ai progetti urbanistici e immobiliari che, seppure nessuno voglia emettere giudizi che travalichino la critica politica, hanno creato degli squilibri nella gestione del territorio. 
A questa linea di condotta, confermata in questo anno e mezzo di amministrazione della casa delle libertà, bisogna rispondere con una forte iniziativa popolare che chieda trasparenza e chiarezza. «Non vogliamo le dimissioni della giunta perché siamo garantisti  e abbiamo fiducia nell’operato della magistratura – ha detto Radice -, ma è chiaro che se ci sarà un rinvio giudizio saremo molto severi». Renato Pagnan, infine, ha annunciato che si recherà in procura per una deposizione spontanea.

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Pubblicato il 18 Dicembre 2003
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