L’Oscar del pubblico alla Fiera del Volo

Un bilancio annuale delle presenze nei musei della provincia. Tengono i siti storici, in crescita le proprietà Fai

Fiera del volo batte musei e mostre con un quasi cappotto. Più di centottantamila i visitatori che in quindici giorni hanno visitato gli stand di MalpensaFiere. Un numero statistico di quelli che sparigliano e fanno saltare il banco; un dato che fa riflettere, se messo in rapporto al potere di attrazione delle iniziative culturali, qui da noi ben lontane da quelle cifre.  
È vero che la Fiera del volo non è propriamente una mostra, ma qualcosa di meno e insieme qualcosa di più. Ma è pur vero che la massiccia affluenza tra aeroplani veri, modelli in scala, giochini elettronici ed altre attrattive non può non far meditare sul perché talvolta accada che le "masse" si muovano, mentre i musei più rappresentativi della nostra provincia non riescano ad avere lo stesso appeal, quanto meno ad avvicinarvisi.

I bilanci di fine anno non sono del tutto confortanti per quel che riguarda le principali istituzioni museali del territorio, mentre vanno meglio, come afflusso di pubblico, i siti storici pubblici o privati. 
La palma spetta, in questo senso, a Santa Caterina del Sasso (foto a destra); in lieve frenata rispetto agli anni precedenti ma in grado di accogliere nell’arco del 2003, poco meno di novantamila persone. Una flessione dovuta allo stop della navigazione nei mesi estivi e – dicono i responsabili  – al gran caldo. Il dato positivo sta nell’aumento e nella diversificazione dei turisti stranieri, sopratutto francesi, olandesi, americani. 
Tengono bene, anzi sono in crescita le proprietà Fai, grazie al maggior numero di iniziative di richiamo e alla strategica partnership con Esselunga: a Casalzuigno, Villa Porta Bozzolo ha aperto le porte a circa 33 mila visitatori presenze con un incremento dell’11% rispetto al 2002. Netta crescita per il Monastero di Torba che passa dai diciottomila visitatori del 2002 ai circa ventiseimila di quest’anno con un incremento del 43%. 
Villa Panza, il più importante banco di prova per le ambizioni turistico-culturali per Varese, è a sua volta in ripresa ma ancora distante dai risultati raggiunti nell’anno dell’apertura. Dopo i 50.000 visitatori del primo anno trainati dall’effetto Segantini e la drastica flessione del 2002 (40% in meno i visitatori) dovuta a scelte espositive non troppo felici, quest’anno ha toccato quota 40.000 biglietti staccati. Merito in buona parte dell’esposizione dedicata agli abiti di Capucci e al buon ritorno di pubblico per i Gladiatori di De Chirico, ottomilacinquecento i visitatori.  


Risultati più prosaici per i musei; il sistema museale varesino registra un lieve calo di presenze, dovuto alla parziale chiusura di Villa Mirabello e alla drastica riduzione delle presenze sutdentesche e si attesta su un dato medio annuale di poco superiore alle quindicimila presenze: poco più di novemila i visitatori dal primo gennaio al 30 novembre, tra castello di Masnago e Sala Veratti, con una percentuale del 25% dovuta alle scuole. Meno di cinquemila quelli che hanno frequentato il comparto archeologico ed etnografico di Villa Mirabello, Isolino Virginia e Villa Toeplitz. Alla fine di novembre erano circa 1900 i visitatori paganti alla retrospettiva di Baj  al castello di Masnago, cifra probabilmente destinata a salire nel periodo natalizio, mentre le mostre di Antonio Pedretti, Melting Pop e l’omaggio a Testori hanno staccato complessivamente meno di quattromila biglietti. 
Non sta meglio, anzi decisamente piange, la Fondazione Bandera di Busto Arsizio; uno degli spazi più funzionali per l’arte nella provincia, passata nel corso degli ultimi anni attraverso diverse gestioni, ha messo insieme nell’arco del 2003, qualcosa in più di 2000 visitatori. Una cifra allarmante, tenuto conto delle quattro mostre svoltesi nei dodici mesi. Una cifra raggiunta, peraltro, in virtù del richiamo di Ernesto Treccani, attualmente esposto, figura eminente del dopoguerra, ma anche icona del mercato dell’arte. 
In attesa della nuova sede, pronta stando alle previsioni nell’autunno del 2006, la Civica Galleria d’arte moderna di Gallarate registra un afflusso di visitatori annuali in media rispetto agli anni precedenti: intorno alle ventiduemila unità,  spalmate nell’anno, con circa quattromila visitatori ciascuna per le mostre dedicate ad Agostino Bonalumi e ad Albisola Futurista. Una cifra in cui, anche in questo caso, giocano un ruolo importante gli studenti: la loro affluenza alle mostre e ai relativi laboratori didattici tocca quasi settemilacinquecento biglietti, il 40 % del totale dei visitatori. 

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Pubblicato il 19 Dicembre 2003
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