«Saronno è invisibile. Vogliamo diventare provincia di Como»

Per il sindaco Pierluigi Gilli sono ormai troppi i disagi dovuti dalla situazione geografica

La secessione da Varese e l’annessione alla provincia di Como. È la strada che vorrebbe percorrere, già nei prossimi mesi, il sindaco di Saronno, Pierluigi Gilli. Ma, probabilmente, si tratta anche di una provocazione per tenere alta l’attenzione sul saronnese e sulle sue problematiche. 
Sulla questione, però, il primo cittadino, si confronterà con tutte le forze della maggioranza e non è escluso che l’idea possa diventare uno dei punti di forza della prossima campagna elettorale del centrodestra. 
«È un’idea che accarezzo da tempo – spiega Gilli -, anche se so benissimo si tratta di cosa assai complicata. Se Saronno facesse parte della Provincia di Como avrebbe molti vantaggi, tra cui l’essere il secondo Comune di quella Provincia». Infatti, la posizione geografica di Saronno, molto a sud nella provincia e confinante con le province di Milano e Como, ha portato a considerare la zona quasi un mondo a parte. 

Negli ultimi anni, dal punto di vista amministrativo la zona dell’alto milanese sta subendo diverse modifiche, su tutte la nascita, nei prossimi mesi, della provincia di Monza. Mentre la provincia di Como continua a subire mutilazioni. L’ultima quella dell’indipendenza di Lecco qualche anno fa. Inoltre, è delle scorse settimane la richiesta del piccolo comune di Locate Varesino, vicino a Tradate, di passare in provincia di Varese.
Discorso diverso e contrario per la grande città di Saronno che con i suoi 37 mila abitanti è il più grosso centro sull’asse della Varesina. «Essere inseriti nella Provincia di Varese in zona lontana ed eccentrica, quasi un’enclave, comporta numerosi disagi e una certa trascuratezza da parte del capoluogo, difficilmente raggiungibile – prosegue il primo cittadino -. Se l’idea avrà seguito, occorrerà pensarci con molta, moltissima attenzione. Chiaro che l’ipotesi sia gradita a Como: quella Provincia, amputata di Lecco recentemente, è ormai ridotta a poca cosa e l’aggiunta di Saronno e del Saronnese la aiuterebbe parecchio a ricuperare posizioni perdute. I benefici per Saronno sarebbero notevoli, basti pensare solo all’Ospedale ed alle scuole medie superiori.
Comunque, è periodo di vacanza… Per ora non ci penso più di tanto».

L’idea del sindaco, infatti, non prevederebbe solo la "secessione" della città di Saronno, ma anche di tutti i comuni del saronnese: Cislago, Caronno Pertusella, Origgio, Gerenzano, Uboldo. «Siamo quasi 90 mila persone – conclude Gilli -, ma contiamo pochino, presi singolarmente. La mia provocazione, tuttavia, spero permetta di raggiungere due obiettivi: maggiore coinvolgimento nella Provincia di Varese e maggiori possibilità di intesa con la Provincia di Como, almeno relativamente a quei Comuni comaschi che – da sempre – gravitano su Saronno. Si pensi anche solo alla viabilità. Il mio, in fondo, è una lamentela perché Saronno si trova ormai in una situazione paradossale: confiniamo con tre Province, fra poco con quattro (quando sarà istituita la Provincia di Monza). Questo è fonte di disagi e complicazioni assurde: una qualche semplificazione tornerebbe a vantaggio di tutti».

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Pubblicato il 29 Dicembre 2003
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