Condannato l’imam, ma la pena ridotta fa discutere

Un anno e quattro mesi con la sospensione. L'avvocato: faremo ricorso. Il sindaco: aspettiamo le motivazioni

Finisce con una condanna ridimensionata rispetto alla richieste del pm, ma pur sempre con una condanna per l’ex imam di Gallarate, il marocchino Mohamed el Mahfoudi. Un anno e quattro mesi, questa la decisione del gup, Giovanna Verga. Il giudice ha concesso la sospensione della pena e per questo l’imam sarà scarcerato oggi.
La richiesta della pubblica accusa, rappresentata dal pm Luigi Orsi, era stata di due anni e due mesi (quattro anni e quattro mesi meno i benefici). Mahfoudi era stato arrestato dalla guardia di finanza il 24 giugno del 2003 per associazione per delinquere finalizzata al fiancheggiamento del gruppo Salafita di predicazione e combattimento. A lui e ad altri nordafricani erano stati contestati anche i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e la diffusione di materiale propagandistico. 
Il giudice ha anche assolto Chabaane Trabelsi dall’accusa di concorso esterno all’associazione a delinquere finalizzata al fiancheggiamento di organizzazioni terroristiche.
L’avvocato difensore dell’imam, Massimo Natali, annuncia che ricorrerà in appello. «Accetto la sentenza ma non la condivido. Vedremo la motivazioni, vogliamo capire che cosa è rimasto dell’ipotesi accusatoria del pm: perché una condanna così modesta, se si tratta di terrorismo? Noi siamo certi dell’innocenza del mio cliente».
Mafoudi ha assistito al pronunciamento della sentenza impassibile, in un’aula al settimo piano del palazzo di giustizia di Milano. Dopo la lettura, non ha detto una parola, si è avvicinato al giudice e al pubblico ministero e ha stretto loro la mano. 
In carcere, raccontano i suoi compagni del centro islamico di via Peschiera, ha letto e meditato, organizzando anche i venerdì di preghiera a San Vittore.
La decisione del giudice è arrivata anche nelle stanze del sindaco. Nicola Mucci è prudente: «E’ una decisione significativa. Ci sarà un ricorso per cui dobbiamo attendere prima di dare giudizi, in pieno spirito garantista. Quanto alle nostre posizioni sulla moschea non cambia nulla. E’ una vicenda amministrativa separata da quella penale: via Peschiera non è in regola e va chiusa, attendiamo una proposta dalla comunità islamica e siamo disponibili a discuterla».
Per la Lega Nord, invece, non è necessario dimostrare che l’imam abbia fiancheggiato i terroristi per chiudere la moschea: «La comunità musulmana ha disatteso l’ordinanza di sgombero e si è posta contro la legge».

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Pubblicato il 22 Gennaio 2004
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