Cresce a Varese il disagio sociale. A farne le spese il ceto medio

Inaugurata a san Fermo una palazzina destinata ad accogliere donne in difficoltà. Malnati (Servizi sociali): «In aumento famiglie che si ritrovano all'improvviso senza più mezzi di sostentamento»

Una casa per donne emarginate. L’unica struttura in città per dare un tetto a chi si trova in difficoltà, magari insieme a figli piccoli Il comune di Varese ha messo a disposizione una palazzina nel quartiere San Fermo, in via Vetta D’Italia 8, per accogliere una quindicina di persone. (nella foto) 
 L’amministrazione comunale si accollerà tutte le spese, mentre la gestione del centro è affidata a due distinte associazione di volontariato: la cooperativa sociale "Il Sorriso Onlus" che gestirà il piano terra destinato a sei donne sole, mentre i miniappartamenti del primo e secondo piano, che accoglieranno di donne con bambini, saranno coordinati dall’associazione San Vincenzo. Gli inserimenti delle donne verranno valutati congiuntamente, tra i responsabili della cooperativa e l’assessorato
. A beneficiare della nuova struttura dovranno essere residenti a Varese e o extracomunitarie con permesso di soggiorno. 
La nuova struttura si aggiunge al centro di via Maspero che ogni sera dà rifugio ad una decina di clochard. Entro qualche mese, però, in via Maspero si inaugureranno alcuni mini appartamenti, in tutto una trentina di posti letto, che saranno a disposizione anche di un paio di anziani seguiti dal centro diurno integrato e di 4 richiedenti asilo. 

Varese si attrezza, dunque, per rispondere ad un crescente disagio sociale: «Episodi di grave emarginazione non sono fortunatamente numerosi – spiega William Malnati, assessore ai servizi sociali – ma stiamo assistendo, comunque, ad un impoverimento della nostra società. La più colpita è la classe media, famiglie con bambini piccoli che si ritrovano dall’oggi al domani senza più mezzi di sostentamento. La prova di questo crescente disagio è il boom di domande che sono pervenute ai nostri uffici per il contributo regionale per l’affitto. Una richiesta molto più elevata dei fondi a disposizione e che ci ha costretto a rimandare indietro numerosi richiedenti. Il contributo regionale lo scorso anno è diminuito e siamo intervenuti noi con una piccola quota. Ancora non sappiamo cosa avverrà quest’anno, speriamo di non registrare una nuova contrazione del beneficio". 
I nuovi poveri sono più di quanti si possa pensare e sono insospettabili, famiglie che fino a ieri conducevano vite dignitose e oggi non tirano fine mese.

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Pubblicato il 21 Gennaio 2004
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