«La colpa è delle banche: convincono anziché consigliare»

Il popolo dei risparmiatori delusi accusa gli istituti di credito

Gli è rimasto solo il ricordo di quanto ha faticato per mettere via un po’ di soldi. Fa parte dell’esercito dei 500 che ha partecipato alla riunione convocata dal Comune. Rosaria è un nome di fantasia perché la sua famiglia non sa nulla di quanto le è accaduto. È di origine pugliese, ha lavorato per una vita in un calzificio e quando poteva godersi la pensione ha incontrato un funzionario di banca che l’ha convinta ad investire i suoi risparmi. «Sono sempre andata nella banca dove la fabbrica mi depositava lo stipendio. Li conoscevo bene. In poco tempo la banca ha cambiato quasi tutti gli impiegati e così mi sono trovata di fronte uno che mi ha detto di seguirlo nella sua nuova destinazione e di mettere tutti i miei risparmi nella Cirio. Io non sono istruita, ho la quinta elementare, e così mi sono fidata di lui e poi ho scoperto di avere perso tutto, compresi i risparmi della mia famiglia, circa 100 mila euro. Non ho più una lira e non so cosa fare».

Il problema però non è essere istruiti o meno, come dimostra Mauro Scarpellini, ex dirigente di azienda in pensione, che nel gioco dei cedolini scoppiati ci ha rimesso mezzo miliardo. Apre la borsa e tira fuori un libro "Opengate, storia di un successo". «Lo guardi bene, questo libro è stato pubblicato nel 2001. Io in quel periodo compro azioni Opengate perché in banca mi convincono che dietro c’è un progetto industriale solido. Nel 2002 la mia banca mi dice che sarebbe meglio sottoscrivere l’aumento di capitale. Io lo sottoscrivo convinto che si tratta di investimenti. Nel 2003 l’Opengate Group fallisce. Questa è la prova che il mercato è drogato e che le banche il più delle volte non consigliano, ma fanno opera di convincimento. Questa è la scorrettezza più grave. E poi perché deve pagare sempre e solo l’azionista, e la banca che vende questi prodotti no?»

Anche i bond Argentina hanno lasciato molti caduti sul terreno. Uno di questi è Angelo Bertoncello, 70 anni, di Arcisate,  ex emigrante che aveva trovato fortuna nella patria del tango e che, una volta  ritornato, aveva pensato di dare una mano al suo ex paese adottivo. «Mi hanno promesso il tasso fisso del nove per cento e mi hanno fatto fesso, si sono mangiati 60 mila euro, tutti i miei risparmi. Ho fatto l’emigrante in Argentina e là ho ancora una parte della mia famiglia. Cosa posso fare?»

Le sorelle Pasqualetti sono arrivate a Palazzo Estense con la borsa della spesa. Sono un po’ spaurite nella calca degli sfortunati, una va avanti a prendere il modulo per fare la denuncia in procura, l’altra l’aspetta un po’ preoccupata. «Anche noi – dice – siamo cascate nell’Argentina, ci siamo affidate alla banca che ci ha convinto a prendere questi bond. Tutti i nostri risparmi: 5 mila euro. E adesso speriamo di recuperarli».


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Pubblicato il 24 Gennaio 2004
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