Legambiente: «Cemento ed edilizia, quale sviluppo?»
La posizione degli ambientalisti su alcune scelte che riguardano la città
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Riceviamo e pubblichiamo Da tempo la nostra Associazione cerca di avere una visione globale sulle modifiche ambientali ed urbanistiche che avvengono nella nostra città; in questo periodo ci pare importante focalizzare l’attenzione su un argomento che da tempo entra nella nostra agenda setting, preoccupandoci non poco: la carenza qualitativa della pianificazione territoriale, la quale non può esprimersi unicamente in termine di rispetto degli standards. Girando per la città, ogni giorno ci accorgiamo che non sono solo le antenne della telefonia mobile spuntano come funghi, ma fanno loro concorrenza una miriade di nuovi cantieri edili che realizzano palazzine multiformi senza spazi per il verde, per i parcheggi, con un senso estetico e armonico spesso discutibile. Da più fonti periodicamente viene invocato il ‘volano edilizia’ per il rilancio della città; a questo coro si accoda periodicamente anche qualche politico il quale si lamenta della stagnazione delle concessioni edilizie. Da queste affermazioni vengono spontanee due obiezioni: è veramente il cemento il fattore che porta sviluppo e ricchezza nella nostra città? Dov’è la stagnazione delle concessioni edilizie? Frequentemente si abbina il binomio cemento uguale ricchezza: un autentico sviluppo che porti benessere deve tenere in considerazione i vantaggi che può apportare un manufatto edile, ma deve necessariamente calcolare anche i costi sociali (assenza di spazi per la socializzazione, aumento della richiesta di parcheggi, traffico…) e ambientali (incremento inquinamento acustico e atmosferico, consumo energetico, impossibilità di percolazione di acqua piovana, riscaldamento globale della città, distruzione di aree verdi) che la costruzione produce. Solo in questo modo si può realizzare un reale e coerente bilancio urbanistico. Dal quadro finora fatto, sommato alle diverse segnalazioni di preoccupazione pervenuteci dai cittadini, ci pare che un nodo problematico del settore urbanistico comunale sia la carente pianificazione globale della città che consideri l’insieme della struttura urbana: edifici residenziali, produttivi, aree verdi, gli spazi della socializzazione, le piazze, le strade, i piccoli negozi che forniscano beni di prima necessità (alimentari, farmacie…), devono integrarsi in un contesto armonico e sostenibile. Sul tema urbanistica ed edificazione quattro ci paiono le priorità: – l’importanza della distribuzione degli standards a verde all’interno delle costruzioni e all’esterno con la realizzazione di parchi di e per il quartiere; – cominciare ad incentivare criteri edilizi come la bioarchitettura e la certificazione energetica (risparmio energetico ed idrico); – la progettazione degli spazi di risulta e di frangia come tessuto connettivo di ricucitura degli episodi urbani; – l’asse del Sempione è una area satura di costruzioni: chiediamo che le Istituzioni non concedano di occupare le ultime fasce di territorio rimaste. Sarebbe un irreparabile danno ambientale. Legambiente Busto Arsizio |
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