Rito islamico, il comune: «Non potevamo opporci»

Il vicesindaco: i luinesi non sono intolleranti. 53 i capi abbattuti nell'unico macello civico della provincia

«I luinesi non sono intolleranti e chi ha gridato "andate a casa vostra" viene da fuori. Le scene vissute ieri a Luino ricordano più un raduno no global che un rifiuto da parte della cittadinanza nei confronti della comunità islamica». Non lascia spazio a ulteriori interpretazioni la dichiarazione del vicesindaco di Luino Luca Minelli all’indomani della protesta animalista contro l’uccisione dei montoni da parte della comunità islamica che ieri festeggiava la festa del sacrificio. E proprio in occasione della manifestazione, che avrebbe dovuto rappresentare un momento di opposizione, da parte degli animalisti, all’uccisione – in questo caso barbara – di animali, ha scoperto la delicata questione dell’intolleranza religiosa. Molte parole, offese, rivolte dai partecipanti alla manifestazione, sono state registrate dai cronisti presenti e dalle forze dell’ordine. Parole forti, offensive e cariche di odio; in alcuni momenti si è sfiorato lo scontro fisico. 
«Il motivo per cui la comunità islamica è venuta qui a macellare gli animali è da ricercarsi nel fatto che Luino è l’unica struttura pubblica della provincia di Varese – spiega il vicesindaco. Non potevamo certo opporci con un’ordinanza alla macellazione di capi che altrimenti, per onorare una festa religiosa, sarebbero stati sgozzati nei boschi, con tutti i pericoli che derivano da queste pratiche». 
Parole del resto confermate dai musulmani, che nel corso della manifestazione minacciarono di sgozzare gli animali fuori dal macello. «Quindi – conclude Minelli – si è voluto sfruttare questa particolare situazione per attirare l’attenzione, attaccando anche il comune che in questo caso non ha colpa». Dall’Asl di Varese confermano che in tutto gli animali macellati – montoni molto giovani provenienti anche da allevamenti della zona – erano sani e sono state rispettate tutte le procedure igieniche relative alla macellazione. Dei 130 montoni che all’inizio si riteneva fossero stati macellati solo 53 sono quelli entrati nel macello di Luino a bordo di due camion. Glia altri sono stati macellati in strutture private. I motivi che hanno spinto alla macellazione con rito islamico proprio a Luino sono da ricercarsi anche nei costi inferiori che un macello civico assicura ai proprietari dell’animale rispetto a una struttura privata. Quanto alle reazioni alla manifestazione, il circolo territoriale di An si è dissociato, bollando l’evento come "brutale atto". «Ci chiediamo – dicono da An – come mai questi musulmani possono venire in un macello pubblico comunale e compiere un simile olocausto mentre noi non possiamo nemmeno mettere piede nelle loro moschee. Chiediamo reciprocità». Diverso il commento del consigliere provinciale Dario Clivio, presente alla manifestazione: «Non dobbiamo mai dimenticare – ha commentato – che, per una democrazia matura è necessario saper rispettare le altrui opinioni anche in campo religioso».


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Pubblicato il 02 Febbraio 2004
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