Strage di negozi nel centro città
Chiudono in un mese una decina di esercizi commerciali. Per i commercianti, sul banco degli imputati c'è la grande distribuzione
|
Una decina di esercizi commerciali chiusi nelle ultime settimane, otto in poco più di un mese, tra la fine di dicembre e la fine di gennaio, la maggior parte dei quali situati in centro città. La situazione del commercio locale non è semplice e, secondo il presidente della sezione cittadina dell’associazione commercianti, «ci si trova in un momento di forte crisi in cui i piccoli negozi non riescono a sostenere le sempre più elevate spese e la concorrenza con la grande distribuzione». Da dicembre hanno chiuso senza che riaprisse un’altra attività: il negozio di abbigliamento Canziani di Corso Matteotti, il colorificio Cocchi di Corso Bernacchi, il Trad-Arte di Corso Bernacchi, il colorificio Chinetti (ex Martegani) di via Parini, il Dvd Center di via Santo Stefano, il negozio di calzature per bambini Bascialla di via Santo Stefano, la vetreria Berto di via Veneto. Ultimo dei negozi d’alimentari, che ha chiuso i battenti proprio in questi giorni, è la storica macelleria Bianchi, che godeva di un’attività decennale in città. «A quel che sappiamo finora, il Bianchi non ha ceduto l’attività ad altri, ha proprio chiuso, come tutti gli altri – prosegue Aimetti -. Significa che per un commerciante oggi il gioco non vale la candela. La situazione è generalizzata, ma a Tradate fa più scalpore: si parla di riqualificazioni del centro storico, ma i negozi continuano a chiudere. Il rischio è che alla fine avremo un centro storico molto bello e perfetto da punto di vista architettonico, ma morto, senza attività commerciali. La colpa è ormai da ricercare nella grande distribuzione. I politici locali dovrebbero attuare una programmazione del piccolo commercio diversa da quella attuale, ma è tutto fermo». «Il problema è che non c’è cambio generazionale – risponde il sindaco, Stefano Candiani -. La realtà è che ci troviamo di fronte a commercianti antichi. Fare il commerciante è un lavoro che non attrae più i giovani e, da parte nostra, stiamo facendo quanto in nostro potere per cercare di rendere più giovane e appetibile il centro della città. Ma occorre tempo. Il nuovo centro storico sarà un’occasione per far tornare a investire in città». |
|
|
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Lena Bandi su Nursery Cryme: le filastrocche e quella paura, un po' vittoriana, del sesso di Peter Gabriel
Kethav su Ecco il video di Clara girato nel varesotto: dal Prins Willem alla fattoria Pasquè, tutti i protagonisti
Domotronix su La guerra arriva con un pieno
Bellorinix su La disavventura di una signora di Varese, “Ho pagato l’agenzia immobiliare per una casa che non c’è più”
mtn su Strade, decoro e grandi opere: i varesini promuovono la giunta Galimberti
Felice su Le regole cambiate in corsa e il crollo di fiducia delle imprese






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.