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Sui delitti delle bestie di Satana Nicola Sapone continua a dire agli inquirenti di non ricordare nulla. La Procura di Busto Arsizio lo ha interrogato a lungo questo pomeriggio, ma non sembrano essere emersi elementi nuovi. Le domande del procuratore Pizzi vertevano sul delitto Pezzotta, per il quale Sapone finora non era stato sentito. Il giovane sostiene di essere stato chiamato da Volpe la sera del delitto, di aver visto il corpo della vittima avvolto "come un fagotto", ma nega di avere partecipato al suo seppellimento. Sapone non si spiega nemmeno i suicidi altamente sospetti di Bontade e Ballarin, che conosceva e con i quali condivideva la passione per l’heavy metal. Quanto alle accuse di Volpe, secondo il quale Sapone sarebbe stato a capo della setta delle Bestie di satana responsabile dei crimini, Sapone sostiene che Volpe avrebbe nutrito verso di lui un forte risentimento. Infatti Sapone ad un certo punto avrebbe "tagliato i ponti" con l’ambiente del Midnight e con la musica, pur continuando ad essere chiamato di tanto in tanto da Volpe, e tanto sarebbe bastato ad accendere il risentimento di quest’ultimo, o almeno questa è la versione offerta agli inquirenti, che peraltro nega persino l’esistenza di qualsivoglia setta satanica. Dal canto suo l’avvocato Francesca Cramis ha tentato di motivare i vuoti di memoria del suo assistito con l’assunzione di forti dosi di Tavor, molto diffuso nell’ambiente. «Andate a leggervi il bugiardino: le benzodiazepine danneggiano la memoria. La mattina dopo il delitto Pezzotta Nicola Sapone si è svegliato credendo di aver avuto un incubo». Il Procuratore capo Pizzi, uscendo dopo l’interrogatorio, ha chiesto il silenzio sulla vicenda. «Abbiamo già dei risultati – si è limitato ad affermare il magistrato – e speriamo di ottenerne altri».
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