Cresce il centro famiglia per richiedenti asilo

Inaugurata la quarta struttura a disposizione del centro. In tre anni ospitate 103 persone di 14 nazioni diverse

Una nuova struttura per ospitare le famiglie dei richiedenti asilo politico. Il centro di accoglienza di Caronno Pertusella, gestito dalla cooperativa "Querce di Mamre" per conto della Caritas Ambrosiana, si ingrandisce sempre più, tanto che oggi ospita 24 persone. Giovedì sera, infatti, è stato inaugurata la nuova struttura, la quarta dislocata nella zona e che ospiterà famiglie di richiedenti asilo politico.

L’appartamento si trova a Pertusella, in via Trento Trieste ed è stato dato in comodato gratuito al Centro da parte della Parrocchia Sant’Alessandro di Pertusella. Si tratta della seconda "casa" inaugurata quest’anno. Infatti a gennaio del 2004 era stato inaugurato un appartamento a Saronno, in viale Rimenbranze, preso in affitto da privati.
I due appartamenti si aggiungono così a alle prime strutture di via Dante a Caronno, cedute, sempre in comodato gratuito, dalla parrocchia Santa Margherita.
In tre anni di attività, il centro accoglienza di Caronno Pertusella, dove vi lavorano 5 operatori, ha accolto 103 persone suddivise in 27 famiglie, provenienti da 14 nazioni diverse.

«Quattro strutture sono la situazione ottimale per gestire le esigenze di accoglienza di queste famiglie – spiega Simona Felice, coordinatrice del centro -. L’obiettivo del centro rimane sempre lo stesso: oltre all’accoglienza, anche formazione e inserimento lavorativo, nonchè aiutare le persone a realizzare un loro progetto di vita».
I richiedenti asilo, secondo la legge, dovrebbero ottenere una risposta da parte della commissione centrale di Roma entro sei mesi. Ma i tempi sono molto più lunghi fino ad arrivare anche a un anno e mezzo o due. «Per questo abbiamo suddiviso il progetto di accoglienza per le famiglie – spiega Simona -. Nella struttura di via Dante viene effettuata la prima accoglienza, ovvero le famiglie si fermano 6 od 8 mesi. In questo periodo viene insegnata loro la lingua italiana, a muoversi all’interno del sistema sanitario e scolastico, oltre al una prima formazione professionale. In questa fase sono sempre presenti degli operatori».

«Trascorsi questi primi mesi, si passa alla seconda accoglienza – prosegue la coordinatrice -. Le famiglie vengono trasferite negli appartamenti di Pertusella e Saronno, dove imparano una certa autonomia. Qui gli operatori non sono sempre presenti, la presenza è più saltuaria. In questa seconda fase si passa a un eventuale inserimento in borsa lavoro che permette ai componenti della famiglia di lavorare nel rispetto della legge. Inoltre, con loro viene preparato il colloquio che dovranno affrontare in commissione centrale a Roma per il ricevimento dello Status. Tutto ciò per favorire maggiormente l’inserimento sul territorio nazionale in maniera completa e autonoma, nel rispetto della persona e dei suoi diritti».

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Pubblicato il 09 Luglio 2004
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