I dipendenti della Commissione tributaria “bocciano” il trasferimento

L'ipotesi di trasferire gli uffici a Casbeno creerebbe troppi disagi agli utenti e agli operatori: lontana dalle stazioni Nord e FS, lontana dai servizi, poca adatta come sede giurisdizionale

I dipendenti della  Commissione tributaria provinciale di Varese sono contrari allo spostamento degli uffici dal cuore della città alla residenziale Casbeno. Attualmente la commissione si trova nella centralissima ex Caserma Garibaldi, in via Magenta, mentre, secondo quanto annunciato nei giorni scorsi, sarà destinata a trasferirsi in via Macchi 32, in un palazzo una volta sede periferica della Telecom. Il destino della Caserma sarebbe comunque già segnato. Il sindaco Fumagalli e il direttore generale di Palazzo Estense, dopo  l’accordo con la sovrintendenza, hanno annunciato l’acquisizione dello stabile.
«È auspicabile – scrivono in una nota i dipendenti dissenzienti della Commissione tributaria –  che il luogo in cui si svolge l’attività giurisdizionale garantisca anche l’apparenza della terzietà dell’attività giurisdizionale. Inoltre la sede della Commissione deve essere raggiungibile facilmente dall’utenza e cioè lungo le direttrici principali che si diramano dalla stazione centrale e dalle Ferrovie Nord Varese. Forse è il caso di ricordare che i contribuenti che si rivolgono a noi ricorrono contro i Comuni dell’intera Provincia di Varese e  le agenzie delle entrate di Varese, Gallarate, Busto Arsizio, Gavirate, Luino e Saronno. Per questo motivo, ogni giorno semplici cittadini, professionisti e rappresentanti dei vari uffici si recano nei locali della nostra Commissione, che deve perciò trovarsi in luogo facilmente accessibile con il semplice uso di mezzi pubblici». 

L’opportunità di rimanere nell’ex Caserma Garibaldi era già stata manifestata dai lavoratori anche in occasione di precedenti traslochi, nonostante lo stabile di via Magenta non godesse (e non goda tuttora) di buona salute. Crepe, infiltrazioni d’acqua, pavimenti non proprio allineati, in passato erano all’ordine del giorno. Sta di fatto che quell’edificio, per posizione, importanza e comodità, in mancanza di alternative valide, è di gran lunga l’ipotesi preferita da chi ci deve lavorare.  «I locali di via Macchi – continua la nota – non ubbidiscono ad alcuno dei criteri sopra enunciati. Inoltre sono posti in una zona artigianale commerciale, certamente non consona all’esercizio di un’attività giurisdizionale; lontana dalla stazioni ferroviarie, non adeguatamente servita per i bisogni di tale attività, priva di esercizi cui hanno bisogno i vari operatori della commissione per acquisto di valori bollati e generi di prima necessità. Non si può neppure tralasciare che si accede in tali locali al centro di una curva pericolosa, per chi venendo dal lago dovesse immettersi all’interno del parcheggio e per chi uscendo si volesse recare verso il centro».

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Pubblicato il 02 Luglio 2004
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