«Il dialetto alle badanti per migliorare il rapporto umano»
Presentata in Regione la richiesta per il corso professionale. Il direttore dell'Istituto Padre Monti: puntare sulla relazione umana e sul rapporto personale
«Il rapporto personale è la cosa più importante e abbiamo pensato, quindi, di migliorare la comunicazione tra anziano e badante». Con questo presupposto i responsabili dell’Istituto Professionale Padre Monti, in collaborazione con il comune di Saronno, hanno dato vita a un singolare progetto destinato alle future badanti. Progetto di quasi 600 ore che, oltre a una completa formazione da punto di vista professionale, comprende anche un corso di dialetto di quasi 50 ore.
«Un’iniziativa sperimentale, è vero. Ma molto ancorata a quello che sono le attuali esigenze degli anziani – spiega Renzo Bertoldo, direttore dell’Istituto -. Abbiamo voluto dare all’intero corso un taglio molto relazionale e per fare ciò occorre migliorare le relazioni. Il linguaggio è molto importante e spesso l’anziano, originario del Nord Italia o del Sud Italia, non rinuncia alla propria lingua o alle proprie espressioni dialettali. Per far quindi sentire l’anziano più a proprio agio con la persona che lo accudisce, e che quindi arrivi a fidarsi maggiormente di questa persona, abbiamo pensato di inserire questo progetto un piccolo corso di comprensione della lingua. Certo non un corso completo, sarebbe impensabile, anche perché sappiamo già che avremo a che fare soprattutto con donne di origine straniera. Ma un corso che punti a far comprendere alcune espressioni base della lingua dialettale».
Il corso è nato in collaborazione con le esigenze emerse dallo Sportello del Lavoro del Comune di Saronno. Struttura che ingloba anche lo sportello Colf e Badanti. «Le domande sono molte cresciute – prosegue il direttore – e con Antonello Fusetti, responsabile del progetto, è stato predisposto questo corso, proprio sulla base delle esigenze emerse. Vogliamo semplicemente rafforzare il punto di vista umano».
Il corso prevede 400 ore di teoria e quasi 150 di pratica in case di riposo della zona, tra cui anche la "Focris" di Saronno. I posti previsti sono 12, ma per far partire il tutto occorre ancora il via libera dalla Regione con il finanziamento del fondo sociale europeo necessario. La risposta è prevista per i primi di settembre e il corso potrebbe cominciare già ad ottobre.
«I problemi sono tanti lo sappiamo, anche quello di far imparare un po’ di dialetto a persone che forse conoscono poco anche l’italiano. Ma si tratta di una sfida. Un conto è che la domanda e l’offerta di queste competenze venga lasciata al caso, un conto, invece, è gestire questo fenomeno in costante crescita, anche dal punto di vista professionale».
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