Lo licenziano dal comune, sindacati al contrattacco

I sindacati reagiscono denunciando le inadempienze contrattuali del Comune e l’inadeguatezza dei sistemi informatici

Il comune licenzia e il sindacato – Cgil, Cisl e Slai Cobas  – va sul piede di guerra. E’ successo qualche giorno fa a Gallarate e il caso fa discutere, anche alla luce del fatto che il Comune di Gallarate non ha mai licenziato nessun dipendente dalla liberazione ad oggi.

Al dipendente viene contestato di aver violato i suoi obblighi contrattuali navigando su Internet per siti che nulla avevano a che fare con il suo lavoro; insieme ai colleghi, scaricava musica dalla rete e visitava siti a luci rosse. La vicenda venne alla luce perché il nuovo sistema informatico appena messo in opera risultava insolitamente lento. L’azienda incaricata dell’assistenza, naturalmente, si accorse ben presto che ad intasare la rete era il massiccio traffico di download proveniente da alcuni computer di dipendenti, che furono identificati. In seguito, avendo proseguito nelle loro attività, i dipendenti hanno subito le sanzioni di cui sopra. 
Ora le rappresentanze sindacali denunciano come l’amministrazione abbia imposto tra i dipendenti "un insopportabile clima di intimidazione e controllo". La scelta di effettuare controlli senza avvisare le RSU, oltretutto, sarebbe illegale tanto dal punto di vista della privacy quanto da quello dello Statuto dei Lavoratori (art. 4). "Gravissimo" viene definito il comportamento dell’amministrazione gallaratese, che ha effettuato i controlli e adottato provvedimenti disciplinari di inaudita severità senza prima aver dato regole certe sull’uso dei computer. "L’unico scopo di tali provvedimenti è quello di far sentire il peso di un controllo invasivo e illimitato, sostenuto dalla minaccia di sanzioni disciplinari pesantissime" è la denuncia dei sindacati. Oltretutto, viene contestata la scelta di avvisare la stampa del licenziamento, violando la presunzione d’innocenza per gli accusati e rinfocolando i pregiudizi contro i dipendenti pubblici. 
Da oltre un anno le RSU chiedevano un incontro con l’amministrazione per discutere dell’informatizzazione degli uffici comunali, e ora denunciano come il Comune non li abbia neanche avvisati delle misure prese in tal senso negli ultimi mesi, in contrasto a quanto espressamente previsto dagli articoli 4 e 7 del contratto collettivo nazionale di lavoro. Infatti tali misure devono essere oggetto di contrattazione, in quanto incidono sulle modalità del lavoro. "Probabilmente se le nostre richieste fossero state accettate ora non ci troveremmo in questa situazione. Buona parte dei comportamenti incriminati non avrebbero neanche potuto determinarsi". Contestato, inoltre, il software scelto per l’informatizzazione dell’ufficio protocollo, giudicato talmente complicato da rallentare il lavoro invece di semplificarlo. "Due pesi due misure" sostengono le RSU: come mai ""i cultori del pugno di ferro", di fronte a scelte errate e appalti per l’informatizzazione che sono già all’attenzione della magistratura, non hanno adottato provvedimenti di sorta nei confronti dei dirigenti, salvo poi licenziare in tronco un dipendente? In conclusione le RSU chiedono il ritiro delle sanzioni comminate e l’apertura di un tavolo di trattativa sull’informatizzazione degli uffici.

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Pubblicato il 14 Luglio 2004
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