Compostaggio in Valcuvia, la protesta si allarga

Ora anche i sindaci di Cassano, Rancio Valcuvia scendono in campo contro l'impianto e tirano in ballo Arpa e Provincia. Il comitato: «Spediremo una lettera al giorno per denunciare gli odori insopportabili»

Gli odori che investono la Valcuvia non li vuole proprio nessuno e ora sono addirittura tre i comuni che scendono in campo contro il centro di compostaggio di Ferrera. Oltre al sindaco del paese che ospita l’impianto, Gabriele Morello, infatti, ora anche Marco Magrini, sindaco di Cassano Valcuvia e Gabriele Parini suo collega di Rancio Valcuvia, si sono opposti con un comunicato congiunto alla situazione che i cittadini dei tre comuni stanno vivendo da diverso tempo. Gli amministratori ipotizzano difatti un peggioramento della qualità della vita nella vallata portato dalla quantità immensa di scarto umido ammucchiato all’esterno dello stabilimento di riciclaggio situato a fondo valle. I tre sindaci chiedono un incontro urgente alla Provincia e all’Arpa per definire le competenze e le responsabilità al fine di eliminare il problema. Una protesta iniziata in sordina, qualche mese fa, poi esplosa anche a fronte della chiusura dell’altra struttura, quella di Gemonio, che di fatto ha reso Ferrera l’unico impianto idoneo al trattamento dell’umido e degli scarti verdi in provincia di Varese.

Secondo Danilo Tenconi e Gianni Sipri, promotori di un comitato di cittadini contro l’impianto sarebbero addirittura 500 i metri cubi di rifiuti ammassati all’aperto e questa quantità consistente di rifiuti, complice anche la calura estiva, ha mobilitato per primi i cittadini della zona, con una raccolta firme tuttora in atto per opporsi all’impianto. I promotori della protesta, oltre ad aver promesso di portare Vittorio Sgarbi a Ferrera per dare un impatto mediatico ancora maggiore al problema, si dicono pronti anche a proteste di piazza per evitare che la situazione degeneri. «Abbiamo pronte 500 lettere di protesta: ne spediremo una al giorno alla Compoval (la proprietà dell’impianto nda)» – affermano. 
Dal canto suo la Compoval mantiene la sua posizione attraverso le parole di Luciano Allievi, direttore dello stabilimento, affermando «che sebbene il centro utilizzi teloni speciali per coprire i rifiuti ammassati all’aperto, non è possibile operare ulteriori investimenti in quanto i bilanci dell’azienda, funzionante da solo un anno, non sarebbero in grado, ora come ora, di sopportare ulteriori uscite». 
L’entrata in campo dei sindaci dei tre comuni però, non sembra aver calmato gli animi dei cittadini e, soprattutto, del comitato il quale sta già preparando nuove iniziative di lotta.

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Pubblicato il 24 Agosto 2004
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