Delitto Ossola, massimo riserbo sulle indagini

Eseguita l'autopsia sul corpo del pensionato assassinato. Non ancora fissata la data dei funerali

Ferreo riserbo sulle indagini relative all’omicidio di Comerio. In attesa del previsto sopralluogo del Ris di Parma nel cascinale di via Sacconaghi dove sabato Carlo Ossola è stato trovato cadavere, in mattinata è stata eseguita l’autopsia da parte del dottor Marco Motta. Bocche cucite, tanto in ospedale che in procura. Stesso discrezione da parte delle forze dell’ordine che stanno indagando sull’omicidio.
Anche l’attesa dei famigliari è stata evasa. Neppure i più stretti parenti hanno avuto accesso ai referti del medico.
Fatto eseguire l’esame autoptico, il pm Agostino Abate ha disposto un’ulteriore discrezione. Solo il giorno delle esequie, non ancora fissato, potranno portare l’ultimo saluto al vecchio capostipite della famiglia.
Delicatezza e riserbo, queste le parole d’ordine, anche in altri dettagli. Come quello relativo al contenuto della cassetta che conteneva i soldi a disposizione del signor Carlo.
Non si conosce la cifra contenuta nell’oggetto, si sa solo che gli agenti l’hanno recuperata sulla base di un’indicazione fornita da una nipote.
L’uomo, era sì fiducioso nel prossimo, come è stato sottolineato da tutti, tanto da dormire senza precauzioni, ma il frutto in contante della sua pensione era però collocato nei locali da basso della sua abitazione, adibiti a sorta di ripostiglio di attrezzi. Lì è stata trovata la scatola. Lì il ladro assassino non è riuscito ad arrivare, dopo aver messo a soqquadro la camera e la cucina al piano superiore.
I famigliari rimangono in attesa, ancora increduli dell’atrocità dell’accaduto. «Ci siamo confrontati – confessa uno di loro – e non siamo riusciti a trovare nessun sospetto, nessuna idea che possa farci capire».
Non era un misantropo, ma un uomo particolare, ribadiscono, che ha scelto di vivere «distanziato dal mondo». In tanti lo andavano a visitare, ma il suo piacere era la solitudine immersa nella lettura. Del L’Unità, tanto tempo fa, quando era iscritto al Partito Comunista, poi della cronaca nazionale e locale e della quotidiani sportivi.
Al riparo della vita sociale, ma non disinformato. E a stretto contatto con le sue cose. In pace con se stesso e con gli altri.
«Ed era convinto che gli altri dovessero comportarsi allo stesso modo».

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Pubblicato il 14 Settembre 2004
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