Il ricordo di Don Luigi Balconi vivrà nei cuori e in una via
Domenica, dopo la messa delle 10, ritrovo nella piazza del Battistero per l'inaugurazione del vicolo dedicato al sacerdote scomparso vent'anni fa
I luoghi sono importanti per la memoria. Lo spazio e il tempo ci danno la dimensione delle persone che non ci sono più e di quanto è vivo in noi il loro ricordo. Come nel caso di Don Luigi Balconi, un sacerdote scomparso nel luglio di vent’anni fa. Il Comitato a lui intitolato, dopo una raccolta di firme, ha proposto di dedicargli una via della città. Il ricordo ancora vivissimo di Don Luigi, soprattutto tra i ragazzi di allora (ora adulti) che frequentavano l’oratorio, troverà, dunque, un luogo fisico nel vicolo a lui intitolato a fianco alla Basilica di San Vittore. Il ritrovo per l’inaugurazione della via è previsto per domenica 3 ottobre, dopo la messa delle 10 nella piazza del Battistero, alla presenza del prevosto monsignor Peppino Maffi e delle autorità varesine. In quell’occasione sarà presentato anche un libro dedicato al sacerdote.
Don Luigi Balconi scomparve la mattina del 6 luglio 1983, mentre si trovava nella sacrestia della Basilica di San Vittore. Aveva solo 37 anni. Era nato nell’hinterland milanese e nel 1973, appena ordinato sacerdote, il cardinale Giovanni Colombo lo spedì a Varese. Era un prete molto amato dai ragazzi: un uomo severo, come dovrebbero esserlo tutti i pedagogisti, ma che non aveva perso la tenerezza e uno sguardo attento ai giovani. Era molto amato dai ragazzi dell’oratorio, perché loro si sentivano valorizzati dalla sua attenzione. Momenti di svago come le gite domenicali e le vacanze, ma anche i ritiri, le meditazioni e la catechesi sistematica. Un impegno di testimonianza costante
«L’oratorio vive! – scriveva sul Luce don Luigi nel 1977 – È questa un’affermazione grande che con gioia mi sento di ripetere a tutti. Parecchio abbiamo fatto; ancora molta strada però ci resta da compiere: si tratta di cambiare prima mentalità, di convertirci di più al Signore, di vivere una vita ecclesiale più precisa e più incisiva, di coinvolgere sempre di più i genitori nel compito di educazione alla fede, per essere in grado di svolgere la missione che il Signore e la Chiesa ci hanno affidato. Con la speranza che il Signore continuerà a spargere il seme, che ha già piantato, ha fatto germogliare, e ha portato molti frutti nel cuore di tanti giovani ora adulti, invito tutti, grandi e piccoli a continuare con l’impegno sulla strada che il signore ci ha tracciato, sulla quale Santi pastori ci hanno guidato e tanti fanciulli e ragazzi si stanno incamminando o già camminano, perché siamo trovati fedeli al dono e alla responsabilità che ci è stata data».
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