La Lazzaroni lascia il Varesotto
Consegnate ai lavoratori 47 lettere di licenziamento. La direzione dell'azienda si trasferisce a Isola del Gran Sasso
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«Siamo, come si presagiva, arrivati al "dunque" – commenta Domenico Lumastro, segretario provinciale della Flai-Cgil -. Le nostre preoccupazioni, dettate dalla previsione che al termine della cassa integrazione straordinaria la situazione per le lavoratrici ed i lavoratori non avrebbe offerto nulla di positivo, sono diventate realtà». «Nel mese di luglio avevamo lanciato l’allarme: ci si trovava di fronte a una situazione che si trascinava da troppi mesi, con promesse di avvio della nuova attività industriale mai attuate. Alle nostre preoccupazioni, invece di rispondere alle questioni sollevate, hanno tentato di parlare di "volontà di protagonismo" della CGIL. Oggi constatiamo l’amara verità: nessun piano sociale concreto di ricollocamento da posto di lavoro a posto di lavoro, nebbia fitta per la nascita della nuova attività industriale "Biscottificio di Saronno" da realizzarsi nel Saronnese per la produzione dei famosi amaretti. Dobbiamo amaramente costatare che dopo tante altre industrie storiche, anche la Lazzaroni, di fatto, scompare dal Varesotto».. |
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Loro ne fanno già parte
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La scure è calata sulla vicenda Lazzaroni: sono infatti partite 47 lettere di licenziamento per i dipendenti dello storico biscottificio di Saronno. Ma non solo: la direzione dell’azienda si è trasferita a Isola del Gran Sasso, dove negli anni ’90, con fondi ministeriali, è stato costruito un altro stabilimento. La produzione di biscotti a Saronno, dopo la pausa estiva, è ancora ferma e tutti gli uffici sono stati smantellati. Diciotto i dipendenti che, per ora, restano a disposizione.





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