«Terrorismo da condannare, ma la resistenza irachena è legittima»
L'opinione di Samir Baroudi, rappresentante della comunità islamica a Varese in merito alla situazione che sta vivendo il paese in queste ore
«Affrontate il male con un bene enorme». Risponde con una frase del Corano Samir Baroudi (foto), rappresentante della comunità islamica di Varese dopo aver appreso della mobilitazione per il rilascio delle due volontarie italiane rapite ieri in Iraq.
«Ci sarò anch’io in piazza questa sera per dire una preghiera per le nostre sorelle – spiega Baroudi – . Queste azioni terroristiche vanno condannate con tutti i mezzi e rappresentano una freccia al cuore dell’Islam moderato e quindi dei musulmani europei che non ritengo accettabile».
Una condanna aperta al terrorismo, quindi? «Ritengo che il terrorismo, di ogni matrice, vada combattuto con tutte le forze, soprattutto quando è rivolto verso persone come le due giovani volontarie italiane che erano arrivate in Iraq non certo per occuparlo, ma per aiutare chi soffre. Devo dire che queste azioni rappresentano a mio avviso anche un vile tentativo di screditare la resistenza irachena, che ritengo legittima, anche se non è giustificato il ricorso alla violenza e al terrorismo. Mi auguro che gli Stati uniti diventino amici dei popoli arabi, ma è bene non dimenticare che dieci anni di embargo hanno fatto un milione di morti tra i bambini iracheni: gli Usa stanno strozzando il mondo con la loro politica: è ora del dialogo e della comprensione».
Dichiarazioni che arrivano in un momento drammatico per la sorte delle due volontarie, in balia dei sequestratori. Oggi la Lega Araba, e molte altre comunità islamiche hanno condannato il rapimento.
E proprio questa mattina Mohammed Bakar Sharif al Faidi, membro del Consiglio degli Ulema, in questi giorni a Milano per l’incontro interreligioso, ha nuovamente condannato il rapimento.
Sull’onda del dialogo interreligioso sarà incentrato anche l’incontro di questa sera alla chiesa evangelica di Varese.
«Parteciperò questa sera ad un incontro interreligioso alla chiesa evangelica di via Verdi – conclude Baroudi – . Un incontro che vedrà confrontarsi numerosi cittadini di diverse confessioni per combattere le divisioni religiose. Parleremo di ciò che ci unisce, di etica e di religione, ma, purtroppo anche di guerra e terrorismo».
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