Negozi aperti fino a mezzanotte
Varata la nuova legge regionale. Il commento del presidente di Ascom Varese Giorgio Angelucci
Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la legge che consente agli esercizi commerciali di restare aperti fra le 5 e le 24 (e non come ora fra le 7 e le 22), fermo restando che non potranno lavorare per più di 13 ore al giorno consecutive. Anche la mezza giornata di chiusura diventerà facoltativa. Ma non solo. Supermercati e negozi avranno molto più tempo per fare vendite promozionali, che ora sono limitate a quattro volte l’anno. Le vendite scontate saranno vietate infatti praticamente solo nel mese prima dei saldi. Unico obbligo sarà di riportare il prezzo originale e la percentuale di sconto della merce. Più limitazioni, invece, arrivano per gli spacci aziendali e gli outlet che dovranno rispettare stessi orari e regole degli altri negozi.
In merito il presidente di Ascom Varese, Giorgio Angelucci, che ha partecipato ai lavori della Commissione Regionale Commercio presentando gli emendamenti, commenta: «Preciso che l’apertura estesa fino alla mezzanotte non è un obbligo: è un’opportunità data a tutti ma che facilita chi può sfruttarla, in particolare, la grande distribuzione che ha sempre premuto per ottenere questo risultato, supportata anche dalla possibilità di un turn over del personale».
Permangono, comunque, le 13 ore di apertura massima che possono non essere consecutive e che «potranno essere sfruttate dai negozi tradizionali, sia di media e di piccola dimensione, adattandole alle proprie esigenze – sottolinea il presidente Ascom – magari in coincidenza di eventi speciali che si svolgono in città o nei paesi, purché si tratti di manifestazioni per cui valga la pena di prolungare l’apertura modificando gli orari. Certo, in questi casi, il commerciante e i suoi dipendenti saranno sottoposti a sacrifici, vale a dire più tempo di lavoro, e a maggior costi di gestione del punto vendita».
Ma se per gli orari la Regione non ha modificato nulla del progetto iniziale presentato dall’Assessore al Commercio, Mario Scotti, diversa la questione relativa ai saldi, la cui liberalizzazione totale è stata bloccata mantenendo in vigore per 4 mesi l’anno (gennaio-febbraio e luglio-agosto) le svendite di fine stagione. «Questo è un successo della Federabbigliamento Confcommercio – spiega Angelucci – da noi richiesto insieme all’Unione Regionale del Commercio di Milano. La liberalizzazione dei saldi sarebbe stata traumatica e avrebbe snaturato il concetto stesso della svendita di fine stagione. Del resto, da oggi avremo quattro mesi di saldi e ben sei mesi di promozioni libere, un’opportunità per arrivare alla calmierazione dei prezzi».
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