Camelot, no alla commissione ispettiva

Castano di AN chiede l'intervento della magistratura, l'opposizione invoca un'autosopsensione del CDA della casa di riposo.

«Lasciamo tutto in mano alla magistratura. Serve un organo esterno ed indipendente che decida e abbia i mezzi giusti per fare le cose giuste. Non basta una commissione ispettiva né tanto meno una semplice commissione dove si discuta e basta. Bisogna individuare le responsabilità, per tutelare i lavoratori, i pazienti, i parenti ed i vertici di una risorsa preziosa per la città»: così ha incalzato tutto il consiglio comunale Fabio Castano, capogruppo di AN, nel corso della discussione sulla casa di riposo “Camelot”.  

Le premesse sono d’obbligo: in ottobre un gruppo di famigliari dei pazienti ospitati nella casa di riposo ha presentato un esposto al consiglio comunale, nel quale si lanciavano accuse a infermieri e vertici della struttura, per violenze psicologiche e scarsa attenzione ai malati. Il consigliere Buffoni ha fatto propria questa causa, presentando nello scorso  consiglio comunale una mozione che voleva la discussione della questione in commissione di vigilanza e controllo, invece che nella sua sede originale, vale a dire la commissione servizi sociali. Il consiglio aveva deciso di ritrattare la questione nel consiglio comunale di lunedì 8 novembre. E così è stato, in un clima non esattamente rilassato.

Il sindaco Mucci ha attaccato la minoranza, accusando i promotori della mozione di aver agito con poca trasparenza: «Lo stesso giorno nel quale il famoso esposto è stato presentato, ho ricevuto una chiamata da un noto giornalista televisivo locale, che mi chiedeva le mie reazioni in relazione al suddetto esposto, addirittura prima che io potessi leggerlo: chi ha comunicato alla stampa dell’esposto? I parenti firmatari mi hanno assicurato che non sono stati loro. Ancora: il giorno dopo la deposizione del documento, il 12 ottobre 2004, i consiglieri che hanno promosso la mozione non solo avevano in mano il documento, ma erano anche a conoscenza del numero di protocollo, quando nemmeno io, che sono il primo a leggere questo tipo di carte, avevo affrontato l’argomento. Infine, in commissione consiliare, un consigliere, uscendo dall’aula, ha perduto un foglio: bene, quel foglio era l’esposto completo in ogni sua forma, senza però un piccolo particolare, cioè le firme dei famigliari. La cosa è grave, io non voglio essere preso in giro e non voglio strumentalizzazioni politiche su questioni delicate come questa».

La tensione sale via via che si susseguono gli interventi. Barberi accusa il consiglio di non aver trattato a dovere l’argomento “Camelot”: «È la quarta volta che la casa di riposo arriva in consiglio, è ora di trovare una soluzione». Terreni accusa la giunta di «aver banalizzato la questione. Le difficoltà sono tante e vengono da lontano. Ci sono problemi di gestione che si possono risolvere solo con un cambio ai vertici della casa di riposo». Galli chiede l’autosospensione del CDA: «Se Castano, che ha un membro del suo partito in consiglio di amministrazione, chiede l’intervento della magistratura, allora non vedo altre alternative che la sospensione delle funzioni del CDA: dovrebbero dimettersi». A queste parole Mucci si infiamma e con lui Castano e Bosco, capogruppo di Forza Italia. Tutti comunque sono contrari all’intervento di una commissione ispettiva, giudicata poco utile alla causa della casa di riposo, dei suoi dipendenti e dei pazienti.

La decisione finale, votata da tutti i membri del consiglio, è quella di demandare alla commissione servizi sociali, presieduta da Roberto Borgo, capogruppo della Lega Nord, la discussione e l’analisi della situazione della casa di riposo: entro il 15 dicembre 2004 la commissione si dovrà riunire, probabilmente in seduta segreta, e prendere una decisione, recependo le indicazioni del sindaco, incaricato di sentire le parti in causa e studiare le posizioni di ognuno. La commissione vigilanza e controllo vigilerà sulle decisioni prese dal consiglio in merito alla “Camelot”.

I tempi sono stretti, ma per il bene della “Camelot”, giudicata da tutti una risorsa per Gallarate, le decisioni vanno prese in fretta, senza perdere altro tempo.   

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Pubblicato il 09 Novembre 2004
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