Golf nel Parco Alto Milanese: «È conflitto d’interessi»
Legambiente Busto Arsizio pronta ad inviare un esposto alla Regione in cui si denunciano «gravi irregolarità gestionali» da parte del PAM
«Gravi irregolarità gestionali» nel Consorzio Parco Alto Milanese. È quanto denuncia Legambiente Busto Arsizio in un esposto alla Regione firmato dal presidente del circolo bustocco Stefano Marcora.
Sotto esame la delibera del Cda del Parco datata 7 dicembre 2001, che, recependo quella dell’Assemblea dei Soci – ossia i tre Sindaci di Busto, Castellanza e Legnano, ma votata in assenza di quest’ultimo – prevedeva di incrementare e favorire la pratica dell’attività sportiva all’interno del Parco stesso. Legambiente contesta al PAM di aver violato a questo proposito il proprio stesso regolamento e le delibere regionali istitutive dei vari Plis (Parchi locali d’interesse sovracomunale, ndr). Infatti tanto il regolamento quanto le delibere indicano a chiare lettere l’indirizzo agro-forestale cui devono attenersi i Plis – e che costituisce, peraltro, il motivo stesso della loro istituzione.
Andando più in dettaglio l’esposto, che dopo le ultime limature sarà inviato al Pirellone in attesa di un riscontro, cita il decreto del presidente della Regione Lombardia 3120/Ec del 17 dicembre 1988, che prevede il divieto di costruzione di impianti sportivi fissi all’interno dei Plis. «Nonostante questa evidente violazione, il Comune di Busto Arsizio ha provveduto di sua spontanea volontà a dare un seguito inopinato alla citata delibera di massima del Consorzio» osserva Legambiente.
Anche il fatto che la concessione del diritto di superficie per vent’anni all’allora neonata Polisportiva Alto Milanese sia avvenuta tramite una delibera di Giunta seguita dalla firma di una convenzione, senza passare per il Consiglio comunale, viene citata tra gli elementi poco chiari della vicenda (va detto, a onor del vero, che il Sindaco Luigi Rosa ha affermato che il Comune recepiva semplicemente indirizzi già decisi dal Parco, ndr).
/>«Tra i titolari della società beneficiata figura un ex-presidente del Parco, di nomina bustese» sottolinea inoltre Legambiente, parlando di "conflitto di interessi" anche a proposito della mancata approvazione del Piano Attuativo del Parco «a causa dei troppi standard urbani che il Comune di Busto vorrebbe mantenere di propria competenza».
Quali «esempi del clima vigente all’interno del Consorzio» Legambiente cita le autorizzazioni date dal CdA del PAM alla creazione di un percorso vita (poi realizzato), «consistente in piste di cemento per oltre cinquecento metri quadri sul suolo del parco», e la «flagrante violazione del divieto di circolazione per i mezzi a motore, come da Regolamento approvato in data 25/10/1995», con la creazione di quattro posti auto ben dentro i terreni del Parco.
«Nella sua qualità di portatore di interessi diffusi» il circolo Legambiente Busto Arsizio chiederà pertanto alla Regione di valutare la legittimità degli atti adottati dalle parti in causa, e di attivarsi per la definizione del Piano Attuativo e di un nuovo CdA che /> «sia aperto alle presenze della cosiddetta società civile, cioè associazioni di utenti e del terzo settore, come stabilito dalle delibere regionali costitutive».
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