I comitati chiedono la chiusura di Accam

Il Comitato ecologico di Borsano chiede al Sindaco l'immediata chiusura dell'inceneritore, dopo l'incidente del 13 novembre e la mancata firma della convenzione Busto-Accam

Immediata chiusura dell’impianto Accam: è quanto, a netta maggioranza, i borsanesi ieri sera hanno chiesto al Sindaco Luigi Rosa durante l’assemblea pubblica tenutasi al Cinema Teatro Aurora.

Come si sia giunti ad una richiesta tanto drastica è semplice da spiegare. Infatti è emerso ultimamente che Accam SpA, dopo aver approvato la convenzione con Busto Arsizio tramite l’Assemblea dei soci, starebbe facendo marcia indietro. Il Comune di Gallarate avrebbe affidato ad un esperto il compito di esprimere un parere legale sulla convenzione stessa. Tale parere, ovviamente, sarebbe stato negativo, e tutto si è bloccato. In altre parole la convenzione, pur approvata a maggioranza ( e con molti mugugni) dall’Assemblea dei soci, verrebbe ora bloccata dal CdA – di cui fanno peraltro parte anche due bustocchi come Belloli e Luca Rossi. Con queste premesse l’assemblea di ieri sera non poteva che offrire il quadro di un calderone in ebollizione.

Accanto a Rosa sul palco vi erano l’assessore alla Sicurezza Marelli e il presidente della commissione Ambiente Fontana, borsanese. «È l’ennesima assemblea, ma non ci stancheremo» ha annunciato Alessandro Barbaglia, portavoce del Comitato Ecologico Inceneritore e Ambiente di Borsano, passando quindi ad esporre la cronistoria dell’affaire convenzione. Il Sindaco Rosa, popolarissimo a Borsano per la sua ostinata difesa in sede Accam dei "paletti" voluti dal Comitato, ha parlato della fondamentale vicinanza reciproca tra amministrazione e cittadini su questo delicato tema. «La convenzione serve proprio perchè accadono incidenti come quello del 13 novembre scorso» ha detto Rosa, per poi elencare i punti salienti della convenzione, rimasti ancora tristemente sulla carta.

Dal canto suo il Comitato aveva accettato gravose limitazioni dei suoi obiettivi iniziali, per esempio la rinuncia alla non rinnovabilità della convenzione. «Chi ha interesse a non firmare? Ne chiedo conto al qui presente Luca Rossi (consigliere bustocco nel CDA Accam, rapidamente eclissatosi, ndr)» ha tuonato Romano Pinciroli del Coordinamento dei Comitati spontanei cittadini. «La nostra conclusione è che Accam non vuole la convenzione» ha sintetizzato Barbaglia. «Chi ha interesse a mantere Accam "terra di nessuno" dove tutti possono fare quel che gli pare? Quale mai degli altri 26 Sindaci del consorzio accetterebbe un impianto così a casa propria senza una convenzione?».

Gli interventi del pubblico hanno espresso tutta la rabbia del quartiere. Sergio Moriggi, per i Comitati, si è detto preoccupato per le possibili implicazioni relative al Piano provinciale dei Rifiuti ed ha chiesto la chiusura dell’inceneritore fino a firma avvenuta della convenzione, oltre ad una garanzia sulla inalienabilità del terreno su cui sorge l’impianto. «Non venderemo quel terreno, almeno non finchè sono Sindaco io » ha detto Rosa incassando applausi e rielezione. «Ma sono allibito all’idea che solo sabato mattina un ex Sindaco di un Comune consorziato mi abbia chiesto se avevo letto il parere legale espresso circa la convenzione: a lui l’avevno dato, a me no… Tenete conto tra l’altro che noi, soci di maggioranza relativa in Accam, perdiamo denaro in questi giorni di fermo dell’impianto».

Maligne osservazioni sono giunte dal pubblico anche sul fatto che sia a Busto, sia in Provincia la Lega è al governo, eppure trovare un accordo pare impossibile, anche con un Presidente della Provincia bustocco (Marco Reguzzoni, ndr). E proprio l’incontro tra la delegazione del Comune di Busto e dei Comitati e Reguzzoni rimane tuttora un mistero. L’unica ammissione di Rosa, a denti stretti, è che «è stato un incontro abbastanza acceso», eufemismo che maschera in tutta probabilità un disaccordo radicale tra Busto e Varese. L’assessore Marelli ha brevemente esposto gli avvenimenti di sabato 13 novembre scorso, con la fuoriuscita di una nube nerastra dall’impianto e il suo susseguente blocco (un forno riaprirà il 7 dicembre, l’altro non prima di febbraio), poi, con alcuni elementi del pubblico che gridavano «Facciamo come ad Acerra!» e «Non vogliamo sentire balle» il Sindaco ha messo in chiaro che il Comune di Busto non ha mai fatto la guerra ad Accam (vorrebbe dire muovere guerra a se stesso!, ndr), ma che si attende dal consorzio-SpA lo stesso senso di responsabilità.

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Pubblicato il 30 Novembre 2004
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