Il Made in Busto ha un nome: B.A. 1864
Presentato ai Molini Marzoli il marchio che contraddistinguerà i prodotti cittadini più significativi
Il parterre di ospiti era importante questa mattina ai Molini Marzoli di Busto Arsizio, dove la Sala Tramogge ha ospitato la presentazione ufficiale del marchio "B.A. 1864", studiato da Claudo Rolandi e "declinato" per i vari prodotti da Alessandro Bonfanti. Il marchio accompagnerà in futuro i prodotti scelti del lavoro bustocco, portando in giro per il mondo l’immagine e la sostanza della città.
Ad introdurre il tema è stata l’assessore Luciana Ruffinelli. «Un marchio non nasce importante, lo diventa: ce lo dicono le leggi del marketing» ha detto l’assessore, passando quindi a mostrare al pubblico le "variazioni sul tema" proposte per tutta una serie di prodotti, dalle magliette alle penne stilografiche, dalla carta intestata alle lampade a stelo…
È quindi venuto il turno dei rappresentanti delle categorie produttive cittadine. Per Ascom, Romeo Mazzucchelli ha parlato di serietà, prestigio e qualità come «valori insostituibili, tanto più oggi, in tempi di serrata concorrenza». Il presidente del Pstl Osvaldo Attolini, che faceva gli onori di casa ai Molini Marzoli, ha ricordato che la struttura ospita anche la B.A.Film Commission, che si sta conquistando la stima generale. Sergio Colombo, direttore del Ceam (Consorzio Export Alton Milanese), ha ricordato che in questi giorni in città è ospitata una delegazioni di imprenditori pachistani, che sta avendo modo di incontrarsi con i colleghi bustocchi del settore tessile. «Il Ministero per gli Italiani nel Mondo ci può esser molto utile, così come l’istituenda Confederazione degli Italiani nel Mondo, presieduta dal ministro Tremaglia».
Rudi Collini, in rappresentanza dei commercianti del centro cittadino, ha invece ricordato che per sopravvivere nel mercato odierno è necessario specializzarsi e rendersi unici, anche con piccoli interventi quali quello del marchio "B.A. 1864".
Francesco Speroni si è detto felice dell’iniziativa, che «riafferma l’identità bustocca nel mondo globalizzato di oggi». «Non basta che una ditta sia antica per ottenere il marchio B.A. 1864, deve mantenere la produzione a Busto. Il prodotto deve nascere a Busto, non come quei prodotti "tradizionali" di una città di cui si riporta l’anno d’inizio attività per poi scoprire che la multinazionale proprietaria del marchio li fabbrica da tutt’altra parte» ha osservato l’europarlamentare leghista.
Il direttore dell’ASL Busto Pietro Zoia ha ricordato che il vero marchio dell’Ospedale cittadino, che il 1° maggio 2005 festeggerà i 90 anni, è la Madonna dell’Aiuto, introducendo nel modo migliore l’intervento del prevosto monsignor Livetti: «Be’, di certo non marchieremo le ostie, ma almeno la carta intestata del Decanato sì…».
A conclusione dell’incontro ha parlato il Sindaco Luigi Rosa, lodando il contributo di tutti allo sviluppo della città e ricordando l’appuntamento con il secondo convegno "Büsti Grandi"-Stati generali della città per il mese di aprile.
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