L’edificio è come un organismo, per vivere bene occorre che funzioni

Risparmio energetico e funzionalità intelligente degli impianti non sono un'utopia

A giorni verrà presentato a Milano un progetto di network di svuluppo sostenibile promosso da Unioncamere della Lombardia, Camera di Commercio  di Milano e Bergamo. Il progetto è il segno di una nuova sensibilità culturale che sta diventando sempre più importante nel dibattito relativo agli scenari futuri. È importante risparmiare risorse energetiche nelle case, ma anche nelle aziende e negli uffici. L’automazione e la tecnologia che ci aiutano a gestire gli edifici, in una sola parola "la domotica", possono far risparmiare tempo e soprattutto energia. Per raggiungere questo obiettivo bisogna progettare gli spazi della quotidianità in maniera intelligente e funzionale. Pensare che sia sufficiente adottare soluzioni tecnologiche per ottenere di riflesso dei benefici nella fruizione dei servizi, nella sicurezza e nei risparmi è una visione parziale del problema. Ciò che è realmente importante è concepire  l’edificio che si costruisce come un organismo, che per stare bene ha bisogno che tutti i suoi organi funzionino al meglio e soprattutto insieme in maniera coordinata. Un cuore seppur forte non ci consente di vivere normalmente, se il fegato è malandato e viceversa. Bisogna curare il corpo nel suo complesso se lo si vuole efficiente. La metafora è semplice, ma rende l’idea.

Gli edifici moderni sono costituiti da impianti molto complessi. Illuminazione, riscaldamento, ventilazione e sicurezza spesso progettati come isole non comunicanti, con la conseguenza che la comunicazione tra loro è resa possibile solo da ponti e strade supplementari (software e hardware costosi) che li mettono in collegamento. «Quando si progetta un edificio – dice Andrea Campi, esperto di domotica e curatore di domotica.ch – si tende a separare i sottosistemi, non consentendo poi una gestione ottimale dei vari impianti. Invece bisognerebbe concepire la struttura edilizia come un edificio/impianto dove i vari elementi superano i conflitti integrandoli. Per farlo occore che tutti i dispositivi di controllo siano connessi attraverso un bus di campo ed una supervisione centrale interattiva che consnete di realizzare un’integrazione orrizzontale delle funzioni. Per realizzare un bus (trasportatore di dati) di campo occorre stendere un cavo in tutto l’edificio che permette di collegare tutti gli impianti e tutti gli apaprecchi necessari al funzionamento richiesto».

Un esempio: come si fa a regolare la temperatura di un ufficio per ottenere l’ottimizzazione energetica? Il regolatore della stanza potrà raggiungere questo obiettivo solo se dispone dei valori misurati dall’impianto d’illuminazione che riguardano lo stato di occupazione dell’ambiente, l’intensità della radiazione solare o la posizione delle tapparelle. Con un bus universale si ottiene un’integrazione di tutte risorse e si puo’ intervenire nel processo centralmente senza disturbare chi in quel momento è nella stanza e sta lavorando. 

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Pubblicato il 12 Novembre 2004
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