«La gente è stanca di essere presa in giro»
Soddisfatti i sindacati per la partecipazione alla manifestazione in città. Principale oratore: Cesare Regenzi, della Cisl nazionale
Circa 1500 in corteo, sfidando il tempo, sferzati dal vento. Si sono ritrovati alle 9 in piazza Repubblica. Tra gli ombrelli facevano capolino gli striscioni: quelli ufficiali di Cgil, Cisl e Uil, quelli dei vari settori e poi via via sono arrivati quelli di aziende del territorio.
Questa finanziaria non piace, così come non piace la politica del Governo Berlusconi: i lavoratori, i pensionati, i giovani, le famiglie hanno perso ogni fiducia. Ma anche il mondo imprenditoriale non dà cenni di rilancio: «Nelle assemblee a cui abbiamo preso parte – spiega Gianluigi Restelli, segretario provinciale della Cisl -si respira un clima di profonda sfiducia. Lo scontento è palpabile. Le giornate come quella odierna servono a mandare segnali chiari e precisi: la gente è stufa di essere presa in giro. Anche il sistema produttivo ha bisogno di una ventata di ossigeno per ricominciare a ripartire. L’economia è ferma e ciò è preoccupante».
Per Marco Molteni, segretario provinciale della Uil, la partecipazione odierna al corteo è una scommessa vinta: «Non era facile ottenere il sostegno della gente su un tema così difficile e complicato. Fare "contropropaganda" quando tutti i principali media affermano la tesi opposta è veramente difficile. La gente ha comunque capito che qualcosa non va. Ci vorranno giorni per dimostrare che questa manovra non risolve i problemi strutturali del paese ma è solo una misura contingente».
Soddisfatta dell’adesione alla manifestazione anche Ivana Brunato, segretario provinciale della Cgil: «In piazza c’erano i lavoratori del territorio che si ritrovano senza un lavoro o con la minaccia di perderlo. È una situazione di emergenza da cui sembra non si riesca ad uscire per la mancanza di una regia oculata. Il nostro territorio vive giorni di angoscia, legati anche a Malpensa che non riesce a decollare».
Lungo il corteo tante le rappresentanze delle aziende locali, ma anche del commercio. In evidenza, poi, la funzione pubblica, con il sindacato di polizia in testa. Il corteo, meno animato e varipinto di altre manifestazioni, ha sfilato quasi in silenzio per le vie del centro cittadino, per poi tornare in piazza Repubblica dove hanno preso la parola i rappresentanti dei pensionati, della scuola ( oggi scioperava l’università, la ricerca e la scuola privata), e la delegata di Volare Rita Brizzardi che ha aperto il comizio.
Oratore ufficiale era Cesare Regenzi della segreteria regionale della Cisl che ha riassunto tutte le voci di sfiducia, di disapprovazione, di malcontento che oggi hanno motivato lo sciopero: «Questa Finanziaria, questa svolta epocale del taglio delle tasse non convince nessuno. Il paese ha ben altri problemi che necessitano di risposte chiare, precise e non di manovre ingiuste, inadatte ed errate. Dopo tre anni e mezzo di governo è ora di dare giudizi e questa manifestazione è la risposta netta ed inequivocabile del malcontento generale.Aveva ragione Montanelli quando diceva che Berlusconi è come la varicella, va fatta una volta e mai più».
Un elenco di cose che non vanno,decisioni prese e poi ritirate, virate repentine, scelte impopolari di questo governo sono state ricordate da vegenzi: « E intanto l’economia affossa, il mondo cambia, si affacciano nuove sfide e l’Italia non esce dall’impasse. Meno male c’è l’Europa. Non avessimo l’euro, con la voragine del debito pubblico che ci ritroviamo andremmo incontro ad un’inflazione galoppante e ad una stagnazione dell’economia stile sudamerica. Il futuro non è roseo ma tutti abbiamo l’obbligo di darci da fare: nei luoghi di lavoro, nei circoli, al bar, ovunque dobbiamo attivarci: l’imprea è difficile ma non impossibile».
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